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Sessuologia (000560)

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on . Postato in Sessualità | Letto 42 volte

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Mary, 35 anni

Egregio Esperto, avendolo "colto in flagrante" una notte davanti al pc, ho scoperto che mio marito pratica da sempre l'autoerotismo, generalmente con l'ausilio di materiale porno (riviste, foto, filmati). Non gli ho mai negato nulla, ci siamo sempre sbizzarriti, quindi non si può certo dire che la sua "curiosità" sia rimasta privata e nascosta per il rispetto, verso la mia persona, che gli avrebbe impedito di avanzarmi certe richieste. Sono sempre stata complice e ben disposta anche quando desiderava qualcosa di "sbrigativo", senza chiedere nulla in cambio per me stessa e mai gliel'ho fatto pesare. Durante i rapporti, raccontavo ciò che lo eccitava, anche a costo di sentirmi, silenziosamente, imbarazzata e umiliata.
Nonostante tutto ciò, tante volte lui si è negato per "arrangiarsi da solo", anche quando decantava la carica erotica emanata dalle donne incinta e poi mi abbandonava a letto, in dolce attesa di suo figlio, per sfogarsi guardando "gli altri pancioni" in filmato (NB: non ha mai avuto paura di farmi male o altro, non era la prima gravidanza). Ora, mi ritrovo depressa e con l'orribile certezza di essere stata soltanto il suo giocattolino, usata e disprezzata, nonostante lui neghi fermamente e affermi anzi di nutrire profondi e positivi sentimenti per me.
Mi dica per cortesia se veramente, come lui sostiene, sono paranoica e satura di idee sbagliate. Oppure, più semplicemente, se sono la donna sbagliata per lui. Grazie.

Gentile Mary, lei si pone nei confronti di questi persona decisamente in posizione down, sia di fronte alle sue richieste sessuali che nell'ipotesi di essere sbagliata o paranoica.
Il sentimento che lei prova di sentirsi sedotta e abbandonata oltre che insoddisfatta potrebbe essere la molla che la spinge a questo punto a chiedere aiuto all'esterno provando ad inziare un percorso interiore in cui successivamente potrebbe coinvolgere anche il suo compagno nel tentativo di ristrutturare la vostra coppia in base alle esigenze di ciascuno. Buon lavoro.

( risponde la dott.ssa Benedetta Mattei )

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