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Sessuologia (004307)

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Michela, 23 anni

Sono una ragazza di 23 anni con forti problemi di identità sessuale. Sin da bambina ho sempre preferito la compagnia dei "maschietti" a quella delle "femminucce", l'abbigliamento maschile a quello femminile e via dicendo. Ma fino ai dodici, tredici anni, la questione non mi ha nemmeno impensierito. Era così e basta. Mi sentivo il classico "maschiaccio" e mi limitavo a questo. Verso i quattordici anni, però, ho iniziato a rendermi conto di essere attratta fisicamente delle ragazze. A diciotto ho avuto la mia prima storia omosessuale. Durata un anno. Già da prima, però, avevo cominciato a manifestare il desiderio (lo manifestavo almeno con me stessa), di appartenere al sesso opposto. Ora sto da un anno e mezzo con una ragazza con la quale condivido un rapporto che, almeno sulla carta, dovrebbe essere perfetto.
Se non fosse per il fatto che è minato dalla mia ossessione. Perché ormai si tratta di questo: vorrei tanto essere un uomo. La mia ragazza lo sa e cerca di starmi vicino, ma non è semplice neanche per lei. A volte mi capita di respingerla, incapace di tollerare il fatto che mi tocchi. Qualunque cosa possa affermare la mia femminilità, mi fa stare male. Anche fisicamente.
Quindi non sempre riesco ad avere rapporti sessuali con lei. Ormai mi vivo sempre di più come un ragazzo, e fare l'amore, inevitabilmente, mi fa crollare il mondo addosso quando mi rendo conto di non poter avere con lei il classico, canonico rapporto che tanto desidero. Nella mia immaginazione sono più alta (o più alto), tanto che a volte mi capita di abbassare la testa sotto ostacoli che in verità non mi creerebbero il minimo problema. Sto diventando sempre più "misantropa". Detesto essere guardata e non sopporto più l'idea di passare anche solo per errore di fronte ad uno specchio. Di fatto, questa sensazione, è sempre più opprimente, ogni giorno di più. E non sono più in grado di gestirla da sola. Cosa posso fare? Vi chiedo un consiglio e un aiuto, perché in questa situazione, non è più possibile vivere. Vi ringrazio, Michela.
Sono Chiara, ho 25 anni e sono la ragazza di Michela....i puntini di sospensione sono dovuti a quella che è stata la mia inizizle riluttanza ad intraprendere una relazione con lei. Prima di capire, infatti, che in lei si incarnava tutto quel che avevo sempre desiderato in un rapporto,avevo una "ordinaria vita eterosessuale"....Mi sono sempre vantata della soddisfazione fisica che ottenevo dal mio ragazzo, con il quale per cinque anni ho condiviso esperienze e vita, senza mai riuscire davvero, dal mio punto di vista, ad ottenere la cosa più importante:la vicinanza emotiva, il rispetto e la comprensione..
Vivo da sola da quando avevo vent'anni, prima con una Nonna austera e matriarcale che tanta parte ha avuto nell'acrimonia che serpeggiava all'interno della mia famiglia, ora in un appartamentino a Garbatella con una coinquilina, che ben risolve la mia necessità di sentirmi " Madre del Mondo ", che economicamente mi succhia via anche l'anima, per utilizzare un eufemismo.... Mi sono sempre sentita molto sola, non capita, non amata.. Da sempre sono ossessionata dal mio peso, prima in eccesso ( a quindici anni, per un metro e cinquantacinque di altezza, pesavo ottanta kg. ) ed ora in difetto.... Ora c'è Lei.... Con me che ho paura di farla sentire inadeguata a causa del mio essere "fondamentalmente eterosessuale", Lei che si fa in migliaia di piccoli pezzi per potermi aiutare nelle mie infinite necessità pratiche quotidiane come un uomo potrebbe e dovrebbe fare (e che, nel mio caso, nessun uomo ha mai fatto), Lei che mi ricopre di attenzioni, di affetto, di tenerezze, Lei che è la mia "Migliore Amica" da dieci anni, quasi...
E poi, in realtà, arriva da me la notte, all'interno di questa nostra un pò strana convivenza, divisa fra casa mia e casa sua, ritraendosi da qualunque attenzione, molto spesso..... Liti furibonde, anche violente, hanno segnato un rapporto "teoricamente perfetto", perchè la mia esistenza non riesce a convincerLa del fatto che tutto quello che desiderodal nostro rapporto è poterla amare completamente ed interamente, soprattutto da un punto di vista fisico, perchè dal mio punto di vista non è importante il sesso della persona con cui si fa' l'amore, ma come e perchè lo si faccia.... Confidando in un consiglio o in un aiuto di qualsiasi genere, Vi saluto, Chiara.

Care Chiara e Michela, mi sembra che portiate due tipi di problematiche alquanto diversi tra loro, che sicuramente incidono sulla vostra vita di coppia, ma che con questa non hanno molto a che fare. Mi spiego, credo si tratti di cose che esistevano prima che voi due vi conosceste, che esistono a prescindere dalla coppia che costituite. Anzi, a questo riguardo mi sento piuttosto di rassicurarvi, mi sembra che abbiate tutti gli strumenti e la volontà perchè le cose tra voi vadano al meglio. Certo, se risolveste le vostre rispettive problematiche vivreste con più gioia.
Per quanto riguarda Michela, credo che il suo sia un problema collegato all'identità di genere; cioè, esistono persone che sono omosessuali, ma non hanno alcun dubbio rispetto al loro essere donne, e persone che invece desidererebbero essere uomini, e quindi la questione si pone a tutt'altro livello. Non so dirle se questo sia un periodo, se questi dubbi rispetto alla sua identità siano in qualche modo rafforzati dal fatto di stare con una ragazza che fino ad ora ha avuto storie eterosessuali, ma credo che, più che il suo orientamento, dovrebbe esplorare la propria identità. Forse finora è riuscita a far passare sotto silenzio questo suo? Desiderio di essere uomo? Ma ora evidentemente qualcosa dentro di lei non riesce più a nascondersi. Credo che riuscirebbe a capire molte cose, e a sentirsi meglio, se consultasse uno psicoterapeuta e si confrontasse su questi suoi dubbi.
Invece, per quanto riguarda Chiara, mi pare di poter individuare non un problema specifico, ma svariate "dissonanze" che credo possano avere a che fare con un amore di sé un po' zoppicante. I problemi di peso, il suo essere così austera, la necessità, come lei stessa la definisce, di essere "Madre del mondo". Forse chiede troppo a sé stessa, cara Chiara, forse ha interiorizzato l'austerità e la serietà della sua famiglia prendendole a modello. Naturalmente questa è solo la mia impressione, e potrei sbagliarmi, ma consiglio anche a lei di vedere uno psicoterapeuta, per capire quanto pretende da sé stessa....magari anche per imparare a cedere, quando è necessario. Detto ciò, continuate a sostenervi come state facendo, insieme ma non fuse, credo che il vostro rapporto potrà esservi di grande aiuto. Vi faccio moltissimi auguri.

( risponde la dott.ssa Serena Leone )

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