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Sessuologia (110537)

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Cristina 46

Sono sposata ed ho due figli; il problema che vorrei tentare di risolvere credo di avercelo sempre avuto ed è lo scarso interesse per il sesso in genere. Non sono ancora in menopausa, quindi non ho scusanti per un eventuale calo del desiderio, io credo che tutto sia nato durante l'adolescenza: avevo un cattivissimo rapporto con il mio corpo, non mi piacevo in quanto da minuta sono diventata improvvisamente formosa, soprattutto ho un seno molto grande che mi ha condizionato; tuttora passare davanti uno specchio mi mette di cattivo umore tanto da farmi venire mal di stomaco. Ho temuto di non essere una persona equilibrata, per questo ho deciso di rivolgermi ad una psichiatra che mi ha tranquillizzato in questo senso e mi ha assicurato che non c'è alcun segno di squilibrio nella mia personalità, tranne che per la sfera sessuuale. Il mio problema è che durante un rapporto sessuale mi da fastidio tutto: i capelli del partner, un rumore che viene da fuori, un movimento, la paura di essere in ovulazione.. Mi rendo conto che ogni pretesto è buono per smettere e non portare a termine il rapporto. Ho pesato di provare ad avere rapporti con un'altra persona per capire se il problema poteva riguardare la coppia, ma cerco scuse per rimandare anche questa cosa, mi sento infastidita e nervosa anche a parlarne e a scriverne. Vorrei sapere se è troppo tardi per risolvere il mio problema che più che a me crea problemi al mio partner? E' il caso che mi rivolga ad un centro specializzato?

Cara Cristina, la prima cosa che mi sento di dirti è che a 46 anni sei una donna ancora giovane, e non è assolutamente tardi per affrontare il tuo problema. È possibile che lo scarso interesse che nutri nei confronti del sesso sia una questione a sé stante, ma è anche possibile che abbia a che vedere con il fatto che non ti piaci. Il fatto di non amare sé stessi, di provare vergogna a guardarsi non è certo un buon inizio per farsi amare da qualcun'altro. Non so dirti se questo problema sia imputabile al rapporto con tuo marito, perché su questo non mi hai scritto nulla. Credo però che parlarne con lui possa essere un buon inizio. Potreste seguire un percorso di terapia di coppia, oppure puoi fare una terapia individuale, o tutt’e due le cose insieme. Rivolgiti ad uno psicoterapeuta, esponi a lui questa questione e poi deciderete insieme, anche con tuo marito, se coinvolgerlo oppure no. Ti faccio molti auguri.

(risponde la Dott.ssa Serena Leone)

Pubblicato in data 12/11/07

 

 

 

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