Pubblicità

Sessuologia (119219)

0
condivisioni

on . Postato in Sessualità | Letto 37 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)
Melania 27

Gentili dottori, c'è un problema che mi assilla ormai da qualche anno a questa parte. Premetto che da adolescente non sono mai stata interessata ai ragazzi, pensavo solo allo studio e al dovere (la classica brava ragazza, timida, studiosa ecc). Cominciata l'università mi sono rilassata un po', ho avuto un po' di amici, comitive, andavamo a ballare, ed essendo carina sono stata anche molto corteggiata, ma essendo sempre stata estremamente insicura non mi sono mai messa con nessuno. Dopo un anno ho cambiato comitiva, proprio per non vedere più un ragazzo che mi piaceva, sono entrata in un altro gruppo e stesso schema: piacevo a un ragazzo che mi piaceva, non è andata (stavolta perché lui si è tirato indietro) e mi sono allontanata di nuovo da tutti. Nel frattempo ho cominciato a curarmi per disturbi alimentari e mi sono allontanata definitivamente da tutti, amici compresi, per ben 5 anni! Ora sto per trasferirmi in un'altra città, all'estero, dove spero riuscirò a lasciarmi andare e a ricostruirmi una vita, delle relazioni, ma ancora oggi sento che di fronte a un ragazzo che mi piace mi bloccherei. Molte ragazze che ho conosciuto non si fanno problemi ad avere anche solo semplici avventure di sesso senza un seguito, io lo vorrei anche (non credo infatti di cercare necessariamente il grande amore come una volta pensavo, potrei anche accontentarmi di altro nel frattempo), ma proprio non riesco a sbloccarmi, e la mia completa inesperienza in materia (non saprei proprio da dove cominciare!) fa il resto. Eppure sono molto carina, vorrei avere una sessualità normale, mi sento menomata, da meno rispetto agli altri che riescono a viversi serenamente le loro storie o avventure con la semplicità con cui si beve un bicchiere d'acqua: ma come caspita fanno? Quest'anno ho provato ad espormi un tantino con un ragazzo che mi piaceva tantissimo, intelligente, bellissimo (forse un po' troppo) e che sembrava ricambiare, ma quando si è accorto del mio impaccio e timidezza beh, il passo successivo non l'ha fatto, mi sono sentita così umiliata. Come potrei fare secondo voi a cominciare ad avvicinarmi a questo mondo, possibilmente senza affezionarmi subito, e coinvolgermi sentimentalmente per il ragazzo in questione, cosa che, ahimé, mi capita sempre? Vorrei avere una sessualità libera, tranquilla, senza preconcetti, senza sentirmi per questo sporca o una poco di buono. Il tempo che ho perso è molto, me ne rendo conto: si può rimediare? Vi ringrazio e mi scuso per la prolissità.

Salve Melania, ecco quello che penso in merito alla tua problematica, ed è solo un'idea: capita spesso che alcune persone hanno la tendenza a focalizzare l'attenzione sui propri errori e fallimenti, sui difetti e sulle opportunità mancate, piuttosto che sulle qualità e i successi, trascurando gli aspetti positivi delle situazioni e le conseguenze positive delle proprie azioni. Quante volte ci siamo sorpresi a pensare "Non ce la farò ", "Non riuscirò ", per poi constatare di essere stati all'altezza delle circostanze e di aver superato anche i momenti difficili? Alcuni trascorrono la loro vita aspettando il momento "giusto" ("Quando lavorerò...", "Quando mi sposerò...", "Quando avrò fìgli" , "Quando andrò in pensione...", "Quando non avrò questi problemi..."), preoccupandosi ansiosamente di ciò che potrà accadere nel futuro, ("Che cosa succederà?"), oppure rimpiangendo o recriminando sul passato. Vivere con l'attenzione rivolta eccessivamente al passato o al futuro è autolimitante, perché impedisce di vivere il momento presente. Vivere nel presente non significa trascurare il passato e il futuro, ma essere disponibili ad accettare e ad affrontare le esperienze. Capisco appieno le tue difficoltà e le emozioni che provi. Proprio per questo ti consiglierei di affrontare questa delicata tematica attraverso dei colloqui psicologici. Questo anche perchè è un diritto di ognuno migliorare la propria qualitità di vita. So che probabilmente non è ciò che volevi sentire e nello stesso tempo penso che una persona abbia così tante sfaccettature che non sia possibile liquidarla tramite e-mail. Cordiali saluti.

(risponde il Dott. Lorenzo Flori)

Pubblicato in data 19/06/08

Pubblicità
Vuoi conoscere i libri che parlano di sessuologia per saperne di più?
Cercali su Psiconline® Professional Store
0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Quanto sei soddisfatto del tuo lavoro?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Adolescente invisibile (154452…

Luisa, 50     Sono madre di un ragazzo di quasi diciassette anni, situazione familiare conflittuale con un padre/bambino, geloso dell'amore di un...

Fuori da ogni gioco (154369450…

Elgiro, 59     Altro. Non saprei in che altra categoria infilarmi. Alla mia età, dopo aver provato e riprovato, ci si sente stanchi, rabbiosi e o...

Non so piu' che fare (15433284…

Gigia 2019, 32     Buongiorno, io ho bisogno di aiuto . Voglio farla finita perche' non riesco piu' a reggere le mie giornate da incubo con un uo...

Area Professionale

Distinguere tra disturbo evolu…

È difficile distinguere tra disturbo evolutivo e difficoltà di lettura? Significatività clinica di un Trattamento di Difficoltà di Lettura in soggetto di quarta...

La legge 4/2013 ha davvero nor…

Molto si è parlato a riguardo della legge 4/2013 che cerca di dare un inquadramento legislativo alle professioni non organizzate in ordini e collegi. Con que...

Il counselling non può essere …

Maria Sellini, Segretario Generale dell'AUPI, ha inviato una lettera al Quotidiano Sanità affrontando il problema del counselling. La riportiamo integralmente, ...

Le parole della Psicologia

Desiderio

Tra Freud e Lacan: Dalla ricerca dell’Altro al Desiderio dell’Altro. Il desiderio, dal latino desiderĭu(m), “desiderare”, fa riferimento ad un moto intenso d...

Sindrome di Stoccolma

Con l'espressione Sindrome di Stoccolma si intende un particolare stato di dipendenza psicologica e/o affettiva che si manifesta in alcuni casi in vittime di ep...

ALESSITIMIA (O ALEXITEMIA)

Il termine alessitimia deriva dal greco e significa mancanza di parole per le emozioni  (a = mancanza, léxis = parola, thymόs = emozione ).  Esso vi...

News Letters

0
condivisioni