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Sessuologia (127695)

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on . Postato in Sessualità | Letto 23 volte

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Elettra 25

Salve, mi chiamo Elettra, sono una ragazza allegra, solare, dinamica e piena di vita, ma ho un problema grande, non riesco a fare l'amore. Da piccola, 8 anni, giocavo su una sedia pieghevole che si richiuse all'improvviso, caddi e mi ferì nella zona perianale, ebbi i punti, e per un po' di tempo non andai a scuola. Mia madre nell'assistere alla scena si disperò, gridò, battè la testa al muro, ecc, Io non riuscivo a farmi medicare da lei durante la degenza. Ora non ho problemi con il sesso, ma con l'idea della penetrazione sì perchè ho paura di farmi male. Ci ho provato con un ragazzo prima, ma non ero convinta di lui e anche per questo non sono riuscita a lasciarmi andare. Poi sono stata sola per anni, evitando quasi la mia sessualità, finchè non ho incontrato D., con il quale ho vissuto 2 anni bellissimi. Ora è finita perchè ho questo problema e lui non riesce più a sopportarlo. Qualche piccola penetrazione è avvenuta ma poi mi agito e mi spavento. D. è stato comprensivo al massimo con me, forse troppo, soltanto che ora ci siamo separati ed io voglio affrontare e risolvere questo problema. Per me la sessualità è importante, la verginità è una cosa da custodire con gelosia finchè non si trova la persona giusta. D. per me era la persona giusta ma forse altri fattori mi bloccano ulteriormente: problemi economici di lui, la perdita del mio lavoro all'inizio della nostra convivenza che è durata 1 mese soltanto e che ora è finita, ecc. Non so più che pensare: se è un problema legato al mio trauma da bambina o un blocco dovuto al fatto che voglio essere sicura al 100% di un uomo prima di dargli me stessa. La mia è una famiglia normale, con i miei ho un bel rapporto, ma l'ho riscoperto da pochi anni, perchè prima ostacolavano la mia storia col primo ragazzo. Oggi siamo felici ed io vengo stimata da tutti, D. è amato dalla mia famiglia e non ci sono problemi, mia mamma è un tipo molto freddo e chiuso, una donna seria, mio padre un uomo brillante, speciale e molto intelligente anche se serio e taciturno. Io per stare con D. mi sono trasferita nel suo paese lontano migliaia di km dal mio e finchè lavoravo mi piaceva stare lì. Poi all'inizio della convivenza ho perso il lavoro e ho vissuto un mese di ristrettezza economica che ho sopportato di nascosto dai miei e dei gravi problemi economici di D. e della sua famiglia non sanno nulla. Dopo un mese, consci di questo problema sessuale e frustrati dalle situazion, ci siamo separati. Tornata ora nel mio paese mi sento tranquilla, ma ho mille dubbi su quello che provo per lui, sul fatto di non riuscire a fare l'amore.

Cara Elettra, per risolvere il problema sessuale in senso stretto, si utilizzano degli esercizi graduati, o almeno è quello che facciamo nell’orientamento cognitivo-comportamentale. Il lavoro psicologico è orientato al presente e tutto quello che gravita intorno al sesso viene distino chiaramente da una modalità fisica ad una più strettamente psicologica. Sul fisico si lavora chiaramente e per gradi ed è una pratica comune, diretta, e sinceramente anche rapida. Sul lato psicologico è variabile e dipende da quante idee la persona si è fatta negli anni in relazione al sesso, al problema, alla famiglia, al partner e così via. Per esempio tu ti sei fatta l’idea che temi la penetrazione perché potresti ferirti, bene questa è un’idea su cui si deve lavorare.Se posso permettermi un’analisi superficiale del tuo caso, per quello che trasparisce dalle lettere, io credo che oltre ad alcune convinzioni erronee, tu abbia affrontato questo problema in un periodo particolarmente stressante e senza essere preparata a quello che sarebbe dovuto succedere. Penso anche che D. abbia scelto la separazione per un insieme di cose, lo stress che avrà sicuramente attanagliato anche lui, i problemi economici, l’incapacità di aiutarti ed aiutarvi, non voglio credere che sia la mancanza del sesso ad essere stata determinante, sebbene sia una parte molto importante di un rapporto e che, solo se foste stati liberi di scegliere di non farlo, sarebbe stata una condizione accettabile. Capisco che alcuni psicologi ed alcuni orientamenti risultino spesso più dispersivi, quindi ti consiglio di rivolgerti ad uno psicologo dell’orientamento cognitivo-comportamentale, con il quale affrontare questo problema in modo diretto e vedrai che fin dai primi incontri la maggior conoscenza del tuo corpo e della tua sessualità sapranno guidarti anche nell’approfondire alcuni aspetti più profondi.

(risponde la Dott.ssa Sara Ginanneschi)

Pubblicato in data 29/10/08

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