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Sessuologia (2007-01-15)

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on . Postato in Sessualità | Letto 25 volte

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Armida 25

Gentili dottori, vi scrivo per chiedervi consiglio su un problma che ho praticamente da sempre, non so se sia realmente un problema ma sta di fatto che è qualcosa che mi causa molto disorientamento e sofferenza. Sono sempre stata una persona molto insicura di sé, sia con i ragazzi che con le persone in generale, pur essendo, a detta di molti, intelligente carina ecc ecc. Comunque, forse per l'educazione iper-protettiva ricevuta,ho sempre avuto problemi non indifferenti a consolidare amicizie e ada vere rapporti con i ragazzi. Mentre dal punto di vista degli amici ultimamente le cose stanno migliorando, dal punto di vista dei rapporti con i ragazzi continuo ad avere grossi problemi. Premetto che non ho mai avuto un ragazzo, a parte una brevissima frequentazione che non ha comportato però rapporti fisici. Il problema è che ho sempre vissuto una specie di dissociazione, di sdoppiamento tra la mia vita reale e quella immaginaria che andavo figurandomi con la fantasia. Forse a causa dei miei rapporti interersonali insodisfacenti e della vita sociale spesso inesistente, mi sono creata una diversa me immaginaria, che è come vorrei essere io, sicura di sé, ironica, divertente brillante. Soprattutto da una parola dettami dalla persona che mi interessa, da una battuta che magari qualcuno fa sul mio conto, mi costruisco castelli inesistenti, mi immagino chissà quale interesse dall'altra parte e poi invece scopro sempre, sistematicamente, che la persona che mi interessa è già impegnata, fidanzata ecc. e che io avevo frainteso tutto.Insomma non riesco mai a valutare la persona che ho di fronte in termini realistici, non riesco a decodificare i codici usati dei miei coetanei,a distinguere una battuta dettata da un reale interesse e, invece, una semplice parola detta così, casualmente. Quando qualcuno mi piace comincio subito ad immaginare scenari rosei, grandi amori e via dicendo. Scopro cioè di aver fantasticato per giorni settimane,di aver vissuto una vita parallela completamente inesistente, che se all'inizio mi ha resa felice, poi dopo che la verità emerge, mi provoca una grandissima disillusione e dolore. Le mie amiche, quando piace loro qualcuno, non si montano mai la testa, riescono sempre a rimanere razionali, se non va non ne fanno un dramma; ma poi, alla fine, qualcuno trovano sempre, nel senso che non trascorrono mai lunghi periodi da sole. A me capita sempre, e vi prego di credermi, sempre, che chi mi piace è già impegnato! Forse è un falso poblema, forse la gran parte delle mie coetanee semplicemente si accontenta di chi c'è a disposizione, pur non essendo follemente innamorate, pur di stare con qualcuno. Io però non riesco a farlo, stare cioè con qualcuno che non mi comunichi magia. Per desiderare di stare con qualcuno questa persona deve piacermi tantissimo, ma quando questo accade sistematicamente comincio a fantasticare, a chiudermi nelle mie fantasie e poi comunque, come per magia, spunta fuori la ragazza di turno: forse spunta perché, avendo fantasticato troppo, ho trascurato aspetti ed elementi importanti che mi avrebbero potuto far capire che quel determinato ragazzo poteva essere probabilmente già impegnato. Insomma, non riesco mai a mantenere i piedi per terra, a mantenere calma e freddezza, non riesco a controllare i miei sentimenti che invece le mie coetanee controllano sempre molto bene. Loro sanno come prendersi il ragazzo che vogliono, senza tanti voli fantastici con la fantasia. Forse io supplisco con la fantasia al coraggio, che non ho mai avuto, di espormi con la persona che mi piace. So solo che alla fine di tutto mi ritrovo sempre sola, come se gli altri avvertissero in me qualcosa che non va, come se avvertissero che io non so vivere che non mi so comportare e per questo alla fine resto sempre sola. So solo che ogni volta che arriva un rifiuto soffro tantissimo, per giorni e giorni con un grande senso di vuoto e solitudine dentro, mentre le mie amiche dimenticano subito e riescono a dedicarsi alle prossime "conquiste" come nulla fosse. Datemi voi un consiglio se vorrete. Un saluto

Cara Armida nella lettera non fai riferimento alla tua attività. Sapere se sei inserita in un contesto lavorativo, se sei una studentessa o se svolgi attività saltuarie o, ancora, se coltivi qualche hobby poteva aiutarmi a darti qualche suggerimento più mirato. Leggendo la lettera la fantasia che mi sono fatta, molto probabilmente contestabile, è che hai molto tempo a disposizione che incrementa la tua predisposizione ad evadere dalla realtà. L'inserimento in un contesto lavorativo, o in uno lavorativo più impegnato nell'ipotesi che già lavori, avrebbe naturalmente favorito una valutazione più realistica e concreta delle situazioni, anche quelle di natura affettiva. Socializzare è il modo cha abbiamo per imparare a trattare le situazioni che di volta in volta la vita ci propone. La difficoltà fin qui sperimentata nel creare nuovi legami ti ha impedito di avere tanti amici che potessero facilitarti nelle relazioni. Dal momento cha attualmente la gestione dei rapporti è meno penalizzante dovresti fare un ulteriore sforzo e cercare di inserirti in un gruppo, questo passo può aiutarti a vedere le cose in maniera più concreta. In tutte le situazioni l'esperienza sul campo è quella che dà i migliori risultati. Avere l'opportunità di confrontarti con i tuoi coetanei è l'occasione che ti serve per scoprire le dinamiche che s'istaurano tra un uomo ed una donna e il modo di gestirle.

(risponde la dott.ssa Maria Assunta Consalvi)

 

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