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Sessuologia- Aiutare un amore (62886)

on . Postato in Sessualità | Letto 9 volte

Matteo 25 anni, 18.03.2003

Spett.le redazione, sono un ragazzo di 25anni; 8 mesi fa, a poche settimane dall'inizio del ns rapporto, la mia attuale ragazza mi ha comunicato di essere stata a 18 anni (ora ne ha 30) vittima di 1 stupro da parte di un amico di suo fratello, che non ha mai denunciato a nessuno, autorità o conoscenti.
Nonostante riesca ad avere rapporti intimi regolari e completi, ogni volta che una determinata parte del suo corpo viene toccata (seno, fondo schiena) in un determinato modo lei si irrigidisce immediatamente proteggendosi la parte con le mani, nonostante comunque tenti di accogliere il mio approccio.Impossibili e' poi fare l'amore al buio, ed semplice sfioramento delle suddette parti le provoca tremori incontrollabili.
Nonostante abbia ascoltato piu' volte l'episodio, inducendola con calme e silenzio a raccontare, accogliendo i suoi pianti, e cercando durante i ns.rapporti di essere dolce, evitando le suddette zone e facendole sempre riconoscere la mia voce, capita ancora dopo un anno che si irrigidisca per alcuni miei movimenti improvvisi.
Aggiungo inoltre, se puo' essere utile, che non riesce a raggiungere l'orgasmo in altro modo se non con la stimolazione orale.
C'e qualcosa che posso fare per abbattere o sgretolare i muri dei suoi ricordi e per aumentare la fiducia verso il sesso, che lei cerca sempre di razionalizzare ,per tenere sotto controllo le sue paure???? vi ringrazio in anticipo per il vs aiuto Matteo

Caro Matteo, purtroppo, il trauma subito dalla tua ragazza non è qualcosa che si può superare soltanto con la vicinanza. Il tuo comportamento è giusto ma non basta.
Mi complimento con te, altri trovandosi in una situazione analoga non avrebbero saputo muoversi con il tatto e la delicatezza e, soprattutto, con la pazienza che stai dimostrando.
Le sue reazioni e le limitazioni poste durante i rapporti sessuali sono la dimostrazione che il dolore e la repulsione per l'evento subito sono ancora intatti.
Per rimuoverli occorre un lavoro ben strutturato fatto con l'aiuto di un esperto. Il mio suggerimento è di aiutarla ad accettare l'idea di farsi seguire da un psicoterapeuta.
Prima di iniziare è bene essere informati sulla validità professionale della persona che si sceglierà. Per quanto riguarda l'approccio terapeutico vi consiglio di orientarvi verso uno psicoterapeuta cognitivista. Auguri.

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