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Tendenze sessuali (145598)

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Giovanni 29

Gentili dottori, sto vivendo una situazione drammatica che riguarda il riconoscimento della mia identità sessuale, ad una età non più giovane. Il fattore scatenante è stato la conoscenza di una ragazza di cui mi sentivo attratto prima di essere ricambiato. Dopo un primo approccio fisico, ho provato tuttavia un forte senso di fuga, di paura, di ingabbiamento. Tengo a precisare, non di disgusto.Questo ha generato il fluire di complessi che mi hanno fatto pensare ad una forma latente di omosessualità. Infatti sono circa quattro anni che sono nate in me fantasie di natura omosessuale, che ho sempre considerato, e di questo continuo ad esserne convinto, una forma incoscia di trasgressione. Del resto non mi rimane indifferente la bellezza maschile, nonostante che non abbia mai provato desiderio di abbracciare o prendere per mano un uomo, cosa che avverto nei confronti delle ragazze. La spinta erotica (nel senso sentimentale emotiva) l'ho sempre provata nei confronti di ragazze, anche se di fatto di fronte all'attrazione sessuale sussiste un blocco. Si è inibita l'erotizzazione della figura femminile, che non vedo più come "oggetto" sessuale. Inutile aggiungere che vedo tuttora la mia vita futura accanto ad una moglie e con dei figli. Sento molto spesso parlare di scelta omosessuale, ma per me non è così, ma la conseguenza è che vivo questa sistuazione con potenti sensi di colpa, con ansia costante, la paura di essere omosessuale e di essere incapace di dare passione ad un rapporto con una ragazza mi getta nello sconforto, nel terrore e vedo come possibile conseguenza solo l'abbandono di tutto e la creazione alternativa di una vita solitaria. Il mondo omosessuale non mi attrae (pur non possedendo nessuna forma di discriminazione nè di omofobia: è un mondo che rispetto e non mi suscita affatto disgusto), non sento l'esigenza di conoscere omosessuali, nè tanto meno mi vedo a firtare ad un tavolo con un uomo.
Credo che sia giusto aggiungere che questa situazione di fuga di fronte al sesso opposto mi è sempre stata caratteristica, tanto che non ho mai avuto prima di ora un rapporto stabile, fisso e duraturo con nessuna ragazza. Mi sono innamorato potentemente almeno tre volte nella mia vita e il fatto che tutte e tre le volte ne sia seguito un rifiuto, mi ha relegato ad una forte condizione di frustrazione, dato anche il mio carattere ipersensibile. Tuttavia, alla luce di questi episodi recenti, il fatto di aver vissuto così tanti anni, forse, una sorta di illusione, mi scaraventa in una potente depressione. Viceversa da più giovane ho vissuto con invidia il rapporto con i miei coetanei dello stesso sesso: non mi sono mai giudicato bello, ad esempio, ed ho guardato gli altri con invidia, con una sorta di incertezza e inferiorità. Dagli altri ragazzi sono sempre rifuggito dal confronto e la competizione. Mi scuso se mi sono dilungato. Sento davvero il bisogno di un consiglio su come muovermi, perchè la mia attuale vita si è trasformata in un inferno.


Gentilissimo Giovanni, ho letto con attenzione la sua lettera. Mi colpisce da una parte la lucidità nella descrizione del suo vissuto emotivo e dall'altra il profondo senso di smarrimento e sofferenza che ne emerge. l'identità sessuale coinvolge diverse sfere della vita di un individuo e anche se le basi si solidificano durante e dopo l'adolescenza, non è un "traguardo" che si raggiunge una volta per tutte ma qualcosa che è in continuo rimaneggiamento, un pò come l'identità personale.
Inoltre, proprio in questo periodo, l'identità maschile (e l'autostima ad essa connessa) è sempre più messa in discussione dalla confusione dei ruoli, dai modelli proposti dalla tv, dalle richieste contrastanti e dalle esigenze familiari (essere contemporaneamente dolce e forte, sensibile e autoritario, amante e padre, ecc.). Insomma, sembra che "essere uomini" sia sempre più difficile anche in relazione al fatto che è difficile comprendere in cosa consista. è sicuramente più difficile per gli uomini trovare "spazi adeguati" e modalità per gestire le emozioni legate al rapporto con il proprio e con l'altro sesso, le paure e le insicurezze legate alla vita di coppia.
Prima di preoccuparmi di una presunta "omosessualità latente", le suggerirei quindi di occuparsi di sè e delle ferite ricevute. Il suo dubbio è ovviamente comprensibile e lecito, ma potrebbe essere legato a numerosi fattori (come, tra l'altro, lei stesso ipotizzza). Avere fantasie omosessuali non comporta necessariamente avere rapporti omosessuali.Per esempio potrebbe essere utile esplorare meglio le emozioni che ha provato dopo il "primo approccio fisico" (senso di fuga, paura, ingabbiamento..); le sue inibizioni, i suoi sensi di colpa e i suoi desideri. infine sarebbe utile valutare le sue "fantasie catastrofiche" e tentare di immaginare altri scenari possibili per questa situazione. Cordiali saluti


(Risponde la Dott.ssa Laura Bongiorno)

Pubblicato in data 22/10/2010
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