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I Test Psicologici

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Un pò di chiarezza (008201)

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on . Postato in Sessualità | Letto 23 volte

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Michelangelo, 32 anni

Gentile dottore/ssa sono un giovane di 32 anni e le scrivo per chiederle un parere circa la mia situazione. All'età di 5 anni ho subito degli abusi sessuali da parte di un artigiano venuto in casa, un certo periodo di tempo, per alcuni lavori. Senza dilungarmi, queste situazioni sono andate avanti per anni, fuori casa, innescando in me da una parte sensi di colpa, vergogna e complessi di inferiorità, dall'altra curiosità e ricerca di situazioni sessuali intriganti.
Dopop una breve fase di "latenza sessuale" andare a vivere in un'altra città per motivi di studio, mi ha portato a conoscere il mondo gay, bisex..
Durante la mia vita ho vissuto sia delle attrazioni etero che omosessuali, ma sul piano delle esperienze non ho mai avuto delle esperienze eterosessuali. Ho sempre vissuto male la mia situazione con difficoltà sul piano relazionale e conseguente ansia, per cui verso i 26 anni ho intrapreso una psicoterapia,con i primi risparmi del lavoro e all'oscuro di quasi tutti, che mi ha aiutato a "compensare" la dimensione relazionale.
Oggi sono affermato sul lavoro, faccio sport, volontariato ed ho discrete relazioni. Resta problematica l'affettività. Ho avuto degli slanci eterosessuali, ma il timore di non riuscire a sostenere la situazione sul piano relazionale (e a volte mi chiedo: e su quello sessuale?) mi porta ad inibirmi senza poter esternare quel sentimento che germoglia.. per cui ripiego su rapporti omosessuali occasionali.
Mi sento condizionato dal mio passato e temo che esso possa intimorire un'altra persona con cui avere una relazione sentimentale. La negazione del permesso di amare una donna, porta anche a scemare il sentimento che inizialmente sento più vivo e mi da anche un certo entusiasmo .. e poi a lasciar perdere.
credo di voler afforntare il mio problema. A volte ho la sensazione di trovarmi sul filo dela rasoio, quasi che bastasse un piccolo passo per risolvere tutto, ma poi non ci riesco.
Cosa posso fare? Spero in una sua risposta. Grazie di cuore.

Caro Michelangelo ho la sensazione che in qualche modo questa storia ti ha sfiorato e poi sei scappato. Devi trovare la forza di affrontare il problema altrimenti continuerai sempre a dibatterti in questo dilemma.
Da solo non puoi farcela, in questo percorso hai bisogno di essere accompagnato e sostenuto da una persona competente.
Auguri

( risponde la dott.ssa Maria Assunta Consalvi )

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