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violenza sessuale (48369)

on . Postato in Sessualità | Letto 13 volte

Sleeper,24anni (13.2.2002)

E'già passato un anno,era una notte di febbraio,ma mi sembra sia successo ieri.Mentre tornavo a casa,da sola,ho subito una violenza sessuale,è stato terribile,non credevo si potesse assistere alla propria morte,da vivi;lui aveva una maschera sulla faccia,tutta nera,doveva essere un ragazzo proprio come me,come ha potuto..ricordo solo la sua maschera e le sue parole"zitta o ti ammazzo",aveva un coltello.E poi ovviamente ricordo tutto il resto..ma di lui solo la sua maschera e il suo alito fetido sul mio viso mentre diceva di stare zitta.Non voglio sfogarmi raccontando i minimi particolari,e nn ne ho mai parlato con nessuno,mi sono tenuta tutto dentro aspettando di dimenticare ma non ci riesco.Non sono più stata con un ragazzo da quel giorno,non ci riesco,ho perso l'interesse,lo stimolo di costruire un rapporto,sto bene da sola.Ho iniziato a coltivare nuovi interessi,mi sono buttata a capofitto in qualsiasi cosa mipotesse aiutare a non pensare,ma mi sento uccisa,morta,vuota,persa.
Ho paura di non farcela.Non so che fare,ho pensato tante volte di parlare con qualcuno,ma vivo in un piccolo paese,in una piccola città,la mia vita privata diventerebbe pubblica,e chiunque penserebbe a me come la ragazza violentata e io nn voglio la compassione di nessuno,e non darò mai a lui la soddisfazione di vedermi così,perchè lui mi vedrebbe forse,e io non lo saprei perchè non so chi sia,non ho niente,nessuna prova.Potrei parlare ma lui riderebbe,e io non voglio,voglio solo andare avanti.Ma ho paura di non farcela è già passato un anno,e mi sembra ieri notte.Vorrei solo un consiglio per cercare di dimenticare,voglio solo iniziare da capo ,come se non fosse successo niente.Ma non ditemi di denunciare il fatto,ho già spiegato che non ho nulla.Solo i miei ricordi.
Grazie

Ciao Sleeper, avverto nelle tue parole una sofferenza profondissima e cerco di immaginare come ci si possa sentire dopo un'esperienza come la tua. Il tuo desiderio di dimenticare è assolutamente normale ma purtroppo non credo che potrà mai accadere. Riempirti la vita di impegni ti può sicuramente aiutare a non pensare ma avrai ormai compreso che questo è sostanzialmente un meccanismo di fuga che, seppure comprensibile, non risolve il problema. Ci sarà sempre un momento in cui sarai costretta a fermarti, a riflettere e, inevitabilmente, a ricordare.Lo stupro è una orrenda violazione dei confini sia fisici che psicologici di una persona, che lascia completamente svuotati, con un senso di assoluta impotenza che rimane nel tempo, e la cosa forse più paradossale è che la vittima prova un sentimento schiacciante di vergogna, quasi ne fosse in qualche modo responsabile. Il trauma è troppo grave per essere affrontato da soli.Mi rendo conto che la mancanza di prove e l'ambiente in cui vivi non ti hanno permesso di trovare la forza di denunciare la persona che ti ha aggredita, ma allo stesso tempo non penso che tu non possa tenere segreto questo terribile episodio a tutti. Anche se non vuoi che sia di dominio pubblico, cosa assolutamente comprensibile, penso che dovresti condividere con qualcuno questa atroce esperienza. Alcune volte il semplice fatto di parlarne con una persona fidata ci da la possibilità di dividere il peso emotivo delle cose che ci fanno soffrire. Purtroppo nessuno potrà cancellare la memoria di quel giorno, ma forse sentendoti accolta da qualcuno potresti cominciare ad accettare emotivamente la violenza subita rendendoti conto che non devi sopportarla da sola e recuperando un po' di fiducia nei rapporti futuri con l'altro sesso.
Non vergognarti di raccontare alle persone di cui ti fidi e che dimostrano di volerti bene quello che è successo, alleggerisci la tua anima da questo pesante fardello, non è colpa tua e non c'è niente che possa giustificare simili brutalità.Il mio consiglio è di non soffocare la sofferenza nel silenzio perchè è una via senza uscita, che non solo non ti aiuterà a superare le tue ovvie difficoltà nel lasciarti avvicinare dagli uomini, ma ti potrebbe portare ad un progressivo allontanamento dalle tue emozioni. Vai alla ricerca della tua serenità cercando anche l'aiuto degli altri o, eventualmente, di un sostegno psicologico con uno specialista. Se hai difficoltà economiche puoi rivolgerti ad un consultorio di zona o al telefono rosa. A volte il dolore ci sembra schiacciante e gli ostacoli insormontabili, ma raccontare la propria sofferenza è anche un modo di portarla "fuori" da noi e di non sentirsi completamente invasi dalla tristezza.Ti auguro di ritrovare un po' di fiducia nel tuo prossimo e soprattutto ricordati che, anche se ti sembra che una parte di te sia morta quella sera, la lettera che hai scritto dimostra che tu sei viva e puoi farcela.

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