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Albi, incognita-riforma

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on . Postato in News di psicologia | Letto 314 volte

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Nessuna associazione rappresentativa di professionisti senza Albo - da domani, o meglio dal giorno successivo alla pubblicazione del decreto legge sulla competitività - potrà fare richiesta di riconoscimento. Nonostante si tratti di un provvedimento d'urgenza, infatti, "l'emersione" giuridica delle associazioni che non abbracciano «attività regolamentate, tipiche» delle professioni disciplinate dall'articolo 2229 del Codice civile, è destinata, nella migliore delle ipotesi, a rimanere sulla carta. Non sono infatti individuate né l'autorità cui spetta il riconoscimento, né le finalità. Tantomeno sono previste le condizioni, per cui gericamente si rinvia alla «legge».

Nell'assenza di coordinate, la norma, in una lettura restrittiva, potrebbe addirittura rivelarsi un boomerang, se per riconoscimento si intendesse quello civilistico, relativo alla personalità giuridica. Il riconoscimento, per le associazioni rappresentative di professionisti, sarebbe infatti subordinato ai requisiti di una legge indeterminata. Secondo questa interpretazione, in attesa delle condizioni, si perderebbe il riconoscimento che oggi alcune organizzazioni hanno come rappresentanze di professionisti (ad esempio, nel settore tributario).

Riserva dunque sorprese l'analisi del testo definitivo relativo ai quattro commi dedicati alle professioni, approvati venerdì dal Consiglio dei ministri e inseriti nel decreto legge sulla competitività. A evidenziare la sostanziale "inutilità" della norma sulle associazioni è stato ieri Nicola Greco, presidente dell'Oice, l'organizzazione delle società di ingegneria.
Classificabile come petizione di principio è il comma relativo agli Ordini, che fa salvi quelli esistenti e subordina l'istituzione di nuovi «alla necessità di tutelare interessi costituzionalmente rilevanti nello svolgimento di attività caratterizzate dal rischio di danni sociali conseguenti a eventuali prestazioni non adeguate». Non essendo una delega, la norma non appare sufficiente a "orientare" la volontà futura del legislatore.

tratto da Il Sole24Ore - prosegui nella lettura dell'articolo

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