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Alzheimer: solitudine un fattore di rischio

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Sentirsi soli aumenta le possibilità di ammalarsi di Alzheimer, il deterioramento progressivo delle funzioni cerebrali di cui soffrono 18 milioni di anziani - in prevalenza donne - nel mondo, e 500mila in Italia. E’ questo il sorprendente risultato di uno studio statunitense portato avanti su 800 anziani nell’arco di quattro anni, che per la prima volta collega la sensazione soggettiva di solitudine al morbo di Alzheimer.

Secondo quanto riportato su “Archives of General Psychiatry”, la metodologia utilizzata dall’equipe del professore Robert Wilson, della Rush University di Chicago, si è basata su un test somministrato agli anziani a distanza di un anno. I pazienti hanno attribuito un punteggio da uno a cinque ad affermazioni come “mi sento spesso abbandonato” o “percepisco un senso di vuoto”, riuscendo così a stabilire il loro grado di solitudine. Parallelamente, sullo stesso gruppo di anziani sono stati valutati gli indicatori di demenza senile e morbo di Alzheimer.

Ebbene, i risultati ottenuti dall’equipe di neuropsicologia sembrano provare un legame pesante fra la solitudine in terza età e la malattia scoperta agli inizi del secolo scorso dallo psichiatra tedesco Alois Alzheimer: la probabilità di ammalarsi aumenta del 51% per ogni punto in più nella “scala della solitudine”.

Tratto da "Ifg online" - prosegui nella lettura dell'articolo

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