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Atrocità nella città di Nizza: un atto di follia clinica?

on . Postato in News di psicologia | Letto 492 volte

 

La storia psichiatrica del pluriomicida può  spiegare cosa è successo?


attentati franciaLa BBC dichiara che Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, autore della strage di Nizza in cui sono state uccise più di 80 persone, era una persona con gravi disturbi psichiatrici.

Quando si verificano tragedie come queste, gli individui sono tentati ad attribuire l’atto criminale sempre ad una malattia mentale.

Secondo quando dichiarato dal medico dell'attentatore, però, non è stata la sua psicosi a provocare l’attentato ma “un indottrinamento, un "delirio di radicalizzazione” che ha trovato terreno fertile in una persona già disturbata.

Quando si verificano tali eventi gli psichiatri devono affrontare l’argomento per non creare continue confusioni e stigmatizzazioni.

Ma bisogna avere una "mente malata" per compiere tali atti?

Molti individui che commettono atti terroristici individuali, senza essere formalmente parte di un'organizzazione,  sono etichettati come "Lupi solitari" .

Ma colui che compie un atto terroristico da solo è 'psicologicamente diverso da coloro che appartengono a gruppi terroristici?

Un recente studio, pubblicato nel 2015,  intitolato “‘Deadlier in the U.S.? “ condotto sia su gruppi terroristici, sia su "lupi solitari" ha rilevato che il numero di attacchi è aumentato ogni decennio dal 1970 negli Stati Uniti.

In uno studio, condotto da Brian Phillips ,noto ricercatore,  tra il 1955 e il 1977,  viene evidenziato che, solo il 7 % dei decessi attribuibili agli atti terroristici,viene svolto ad opera dei 'lupi solitari', ma tra il 1978 e il 1999,  i dati statistici hanno subito un incredibile incremento.

In un n indagine Australiana, Ramón Spaaij conclude che questa tipologia di terroristi “lupi solitari”, prima di svolgere stragi,  tende  a creare  proprie ideologie, nelle quali, si combinano frustrazioni personali e problemi con finalità politiche, sociali e religiose.

Ramón Spaaij sottolinea che sebbene la maggior parte dei terroristi si trova ad essere psicologicamente entro i “limiti della 'normalità', il tasso di disturbo psicologico è considerevolmente più elevato tra i "lupi solitari".

Lo stesso ricercatore, dopo aver analizzato in profondità la personalità di questi attentatori, rivela che quattro soggetti su cinque aveva una forma di  disturbo mentale:disturbo di personalità, disturbo ossessivo-compulsivo, ansia e depressione.
 
Il motivo per cui questi individui solitari  tendono a conformarsi con l'ideologia terrorista è che questi movimenti forniscono "ideologie di convalida".
Tali soggetti mettono in atto il meccanismo di difesa dell’esternalizzazione. Si tratta di incanalare frustrazioni personali e  proiettare la responsabilità di tutti i loro problemi, a qualcun altro, che comunemente può essere visto quindi come un nemico.

Un disturbo mentale non giustifica un atto criminale

Non serve a nulla cercare di attribuire una motivazione psicologica ad atti terroristici dopo che essi sono avvenuti, ciò su cui bisogna riflettere è comprendere se questi atti possono essere evitati.

Comprendere i legami tra l’atto terroristico e  i disturbi psicologici potrebbe rappresentare una via per migliorare i servizi di salute mentale, in quanto ciò potrebbe forse rappresentare una strategia di prevenzione più produttiva della semplice lotta contro il terrorismo.

 

 

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Tags: ansia frustrazioni malattia mentale atto criminale storia psichiatrica pluriomicida stigmatizzazione

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