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Babies Use Their Own Names to Help Learn Language

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A baby's understanding of language may begin with its own name, which a baby uses to break sentences into smaller parts so it can learn other words, according to new research by Texas A&M University psychologist Heather Bortfeld, who studies language development in infants and children. Bortfeld's research, which appears in the upcoming April issue of Psychological Science , shows that babies use familiar words such as their names as a sort of "anchor" into the speech stream. A baby as young as six months can learn to recognize an individual word that follows its own name, even after hearing both words as part of whole sentences, says Bortfeld who worked with colleagues from Brown University and the University of Delaware.

"Recognition drives segmentation of the speech stream, and segmentation is a critical step in learning a language," Bortfeld explains. "We know from previous research that babies are recognizing their names in fluent speech by the age of six months, so we hypothesized that they should be able to use that recognition to segment the speech stream and recognize new words."

Much in the same way a person might have difficulty understanding a foreign language because it's hard to tell where one word starts and another begins, babies face a similar challenge in learning language. Bortfeld's research shows babies can begin to discern the beginnings and endings of words that follow their names, meaning their names form a foundation for learning language.

In what can be described as a "popping out" pattern, Bortfeld explains, one familiar word can allow a baby to pick out another word, and that newly familiar word may allow a baby to learn words that follow it.

tratto da APS - prosegui nella lettura dell'articolo

 

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