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Bambini e attacchi di panico

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PSICONLINE® NEWS n.75 (2.9.2001)

Negli ultimi anni gli psicologi hanno approfondito le loro ricerche riguardo al disturbo di attacco di panico negli adulti, ma nuovi dati provenienti dalla clinica relativa alla fascia di età infantile mettono in evidenza che gli attacchi di panico interessano anche i bambini.

Secondo le prime stime sull'argomento condotte negli USA i disturbi di natura ansiosa - che includono gli attacchi di panico - colpirebbero una percentuale elevata di bambini, pari a circa il 10%, anche se molti dei sintomi con cui queste forme ansiose si manifestano, per esempio difficoltà di addormentamento, comportamenti oppositivi o di rifiuto, preoccupazioni e paure eccessive, sono state finora considerate più come problemi comportamentali dei bambini che come veri e propri sintomi ansiosi. "Noi consideriamo il fatto che gli stati di ansia e di angoscia sono in questi casi solitamente temporanei e migliorano rapidamente.." - dice la dr.ssa Donna Pincus del Center for Anxiety Disorders -" ..dopo aver insegnato ai bambini a confrontarsi con le proprie paure e preoccupazioni attraverso un approccio terapeutico che ricalca la terapia espositiva agli stimoli disturbanti di tipo cognitivo-comportamentale, cioè con una graduale esposizione controllata e ripetuta alle situazioni temute o problematiche..".

"Lindsay Marble è una bambina di 8anni che abbiamo seguito recentemente.." - continua la dr.ssa Pincus - "..ed è una delle più giovani pazienti con diagnosi di attacchi di panico e ansia da separazione; la bambina presentava stati ansiosi acuti in continuazione insorti la prima volta circa un anno prima dopo aver guardato alla tv un programma di cronaca in cui si vedeva una famiglia minacciata dal fuoco e chiusa in una abitazione..Il sintomo fondamentale in questi casi è che il corpo reagisce come se si trovasse in una situazione di effettiva minaccia e si mobilita per contrastarla: la bambina, ricordando quella prima crisi, disse poi che all'improvviso sentì come una stretta al cuore e in quei momenti pensava di stare per morire..I genitori di Lindsey furono quindi da quel momento coinvolti nel malessere della figlia, che continuò da allora a manifestare anche il timore di poter venire separata da loro. La bambina cominciò poi a manifestare una serie di timori e preoccupazioni, come per esempio il fatto di non mangiare più certi cibi perché avrebbero potuto secondo lei fermarsi in gola e soffocarla, oppure non andare più a nuotare in piscina per paura di affogare..Diceva di sentirsi continuamente minacciata dal mondo circostante e che qualcuno potesse farle del male…".

Gli psicologi che seguivano il caso approfondirono l'indagine sulle paure di Lindsay e cercarono anche un eventuale evento traumatico originario; nuove ricerche sulle problematiche ansiose dei bambini sembrano tuttavia rivelare che essi possono manifestare una sintomatologia ansiosa di varia intensità per identificazione, anche solo dopo aver osservato un analogo comportamento in persone del proprio ambiente. "Se un bambino vede un genitore spaventato da una determinata situazione, per esempio da un animale, tenderà a sviluppare a sua volta la stessa paura verso di esso" - dice la dr.ssa Pincus - " ..Inconsapevolmente, i genitori insegnano così ai propri figli ad essere timorosi come se stessi..".

"La terapia espositiva cui Lindsey è stata sottoposta le ha insegnato come affrontare le sue paure e gestire meglio i sintomi, come la sensazione di nausea, il respiro affannoso ed il battito cardiaco accelerato.." - conclude la Pincus - "..Noi facciamo in modo che i pazienti prendano coscienza delle proprie sensazioni e delle loro emozioni durante i momenti critici, e non cerchino di ricacciarle indietro reprimendole..".

(tratto da: "Many Kids Suffer Panic Attacks" - ABCNews.com - August 23, 2001)

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