Pubblicità

Bambini più intelligenti se i genitori sono sposati?

0
condivisioni

on . Postato in News di psicologia | Letto 737 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

Che i genitori siano sposati o conviventi fa poca differenza per lo sviluppo intellettuale e mentale dei bambini; quello che semmai conta è l’educazione e la cultura dei genitori; almeno secondo uno studio del British Institute for Fiscal Studies.
Affinché il bambino sia più intelligente i genitori devono essere una coppia, ossia essere insieme a prescindere se sono legalmente sposati o no.

 


Quindi, lo stato civile dei genitori non è motivo d’influenza sullo sviluppo delle facoltà cognitive e sociali e «non vi sono evidenze» che questo possa essere un fattore chiave, ritengono i ricercatori britannici coordinati dalla dottoressa Ellen Greaves, economista presso l’IFS. Quello che invece pare sia significativo è il livello di educazione e cultura dei genitori stessi. I figli di coppie che sono più acculturate, e che seguono i propri bambini, dimostrano un maggiore sviluppo sociale e cognitivo rispetto a quelli che sono meno seguiti e che hanno genitori con una minore cultura.

 

Tratto da: "lastampa.it" - Prosegui nella lettura dell'articolo

 

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Dopo tanto il nuovo Psiconline è arrivato. Cosa ne pensi?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Pensiero ossessivo (1624140870…

Fabio, 34 anni     Gentile Dottoressa/Dottore! Mi chiamo Fabio e 5 anni fà ho commesso un errore di tipo erotico.Ho cominciato a scambiare dei...

Problemi con marito [162342796…

Viola, 38 anni     Buongiorno, avrei bisogno di un consulto per dei problemi con mio marito.Mio marito è molto irascibile ma oltre a urlare no...

Ansia e paura nella guida [162…

Clarissa, 22 anni       Salve, vi scrivo perchè da un paio di mesi sto facendo le guide in autoscuola ma la sto vivendo un po' male...

Area Professionale

La trasmissione intergenerazio…

Modificazioni epigenetiche nei figli di sopravvissuti all’Olocausto I figli di persone traumatizzate hanno un rischio maggiore di sviluppare il disturbo post-t...

Il Protocollo CNOP-MIUR e gli …

di Catello Parmentola CNOP e MIUR hanno firmato nel 2020 un Protocollo d'intesa per il supporto psicologico nelle istituzioni scolastiche. Evento molto positiv...

Come gestire il transfert nega…

Per non soccombere alle proiezioni negative del transfert, lo psicoterapeuta deve conoscere con convinzione ciò che appartiene alla psiche del paziente e ciò ch...

Le parole della Psicologia

Dissociazione

La dissociazione come alterazione della struttura psichica e immagini contraddittorie di Sè. Il termine dissociazione in psicopatologia e psichiatria è ident...

Claustrofobia

La claustrofobia (dal latino claustrum, luogo chiuso, e phobia, dal greco, paura) è la paura di luoghi chiusi e ristretti come camerini, ascensori, sotterranei...

Anedonia

Il termine anedonia venne coniato da Ribot nel 1897  e descrive l’assoluta incapacità nel provare piacere, anche in presenza di attività normalmente piacev...

News Letters

0
condivisioni