Pubblicità

Consulenza gratuita online

consulenza psicologica

Le Newsletter gratuite

logo psiconline news
testata2bis

I Test Psicologici

test psicologici

Cantando al neonato si facilita l'apprendimento

0
condivisioni

on . Postato in News di psicologia | Letto 327 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

Guardate negli occhi i vostri bambini e cantate. Poi fate una pausa e riprendete. Senza fretta e imbarazzo, rispettando il silenzio, osservate.

Il neonato risponderà con uno sguardo incantato, con un suono, una nota che imita la vostra voce. La comunicazione inizia: un dialogo musicale, senza parole, libero. Lo sa bene Beth Bolton, direttrice del dipartimento Early Childood Music della Temple University di Philadelphia (USA), che da 10 anni è impegnata a diffondere in tutto il mondo la "musica per neonati", che si fonda sulla teoria di apprendimento di Edwin Gordon.

In Italia i primi ad importarla, nel 1998, sono stati i docenti della Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia di Roma…

Ne hanno parlato nel convegno "Il bambino attivo" insieme alla Bolton, che spiega: «I bambini sperimentano ogni forma di interazione, con lo sguardo, con un sorriso. Creano un contatto pieno di significati emotivi.

Gli adulti apprendono il linguaggio dei piccoli i quali imitano i loro suoni musicali, esattamente come più tardi impareranno a parlare, scoprendo la propria voce e il ritmo. E’ facile e crea una forma di comunicazione che sembra facilitare l’apprendimento e migliorare il vocabolario».

Tante esperienze con bimbi iperattivi o autistici, ma la Bolton è cauta: «Non possiamo parlare di effetti terapeutici o di prevenzione. Abbiamo però notato che la musica può creare interazione con i bambini autistici e produrre un effetto rilassante sugli iperattivi. Il risultato non è immediato e se normalmente la risposta avviene dopo qualche minuto, con i bimbi con disagi i tempi si dilatano».

Difficoltà con i genitori? «Molti sono timidi e non riescono a lasciarsi andare. Allora insegniamo loro a comunicare musicalmente. Chiunque dovrebbe cantare e ballare e portare i figli ai concerti».

(Articolo tratto da: La Repubblica – 21.11.2002)

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Su Psiconline trovo più interessanti...

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Il mio ragazzo mi ha allontana…

Sara, 24     Salve Gentili Dottori, ho conosciuto pochi mesi fa un ragazzo e ci siamo messi insieme, per i primi due mesi è stato dolce, comprens...

Rapporto con la figlia (153578…

Gabriella, 62     Salve, avrei bisogno di un vostro parere riguardo il rapporto con mia figlia. Lei ha 36 anni è sposata felicemente senza figli ...

Insicurezza e bassa autostima …

Lau, 26     Buongiorno, fin da quando ero piccola ho sempre avuto una scarsa autostima e questo mi ha portato sicuramente ad essere sempre indeci...

Area Professionale

Psicologi e psicoterapeuti sem…

La popolazione dei paesi industrializzati si evolve costantemente e continua a diversificarsi ed è importante che psicologi e psicoterapeuti acquisiscano compet...

Arroccamento e rabbia di un ad…

Un caso clinico di un adolescente "arrabbiato", studiato attraverso il Test del Villaggio e illustrato dal Dottor Luca Bosco Oscar ha 14 anni e ha perso il pap...

Arredare lo studio di uno psic…

Arredare lo studio di uno psicologo è un impegno importante ai fini della futura professione. Una nuova ricerca, infatti, dimostra che le persone giudicano la q...

Le parole della Psicologia

L’adolescenza

L'adolescenza (dal latino adolescentia, derivato dal verbo adolescĕre, «crescere») è quel tratto dell'età evolutiva caratterizzato dalla transizione dallo stato...

Coulrofobia

Il nome è difficile, quasi impossibile da pronunciare: coulrofobia. Deriva dal greco e fa riferimento alla paura per coloro che camminano su trampoli. Giocolier...

Androfobia

L’androfobia rientra nella grande categoria delle fobie e viene definita come paura degli uomini. Nelle femmine questa paura tende a determinare un’...

News Letters

0
condivisioni