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Cattivi matrimoni

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on . Postato in News di psicologia | Letto 612 volte

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Un recente articolo pubblicato sulla rivista APA Monitor approfondisce le dinamiche psicologiche che si originano nei partners coinvolti in un matrimonio infelice; innanzitutto, tra uomini e donne esisterebbe una differenza di fondo nelle risposte alle proprie emozioni collegate al vissuto della vita di coppia, per cui sarebbero le donne le più penalizzate dall’evenienza di un fallimento matrimoniale. “Bisogna vedere il diverso modo in cui uomini e donne si rapportano al proprio partner ed alle proprie emozioni relative ad esso – ha detto il dr.Robert Levenson, docente di Psicologia presso la Berkeley University (California, Usa), al Convegno Annuale dell’American Psychologist Association, dove nei giorni scorsi è stato tra gli altri trattato anche questo argomento. Le ripercussioni in termini di ansie e tensioni somatiche di una vita coniugale conflittuale sono state più volte ribadite da studi e ricerche recenti condotte su queste tematiche; secondo i ricercatori, i soggetti che si lasciano meno coinvolgere da livelli di eccitazione emotiva elevata in tali situazioni mantengono un miglior stato psicofisico e riescono a raggiungere livelli emotivamente più stabili e maggiori gratificazioni nella vita di coppia.

“Gli uomini tenderebbero ad usare maggiormente questo atteggiamento – continua il dr.Levenson – poiché essi sentono l’aumento di eccitazione emotiva in termini prevalentemente negativi e quindi da evitare..Per la maggiorparte dei mariti, cioè, quando il conflitto coniugale raggiunge elevati livelli produce in loro forti emozioni negative cui segue un allentamento emotivo che permette di diminuirne il livello di coinvolgimento attraverso atteggiamenti tipici che possiamo definire “muro di pietra”…

Questo non avverrebbe invece nelle donne – spiega Levenson – la cui esperienza emotiva non riflette sempre il proprio stato fisiologico in termini di attivazione-eccitazione; così , mentre negli uomini ci sarebbe una tendenza maggiore ad evitare gli stati di attivazione emotiva eccessiva e disturbante, nelle donne tale attivazione fisiologica si tradurrebbe più facilmente in manifestazioni psicosomatiche con ripercussioni negative per la loro salute…Inoltre, nei matrimoni più conflittuali dove il livello di attivazione-eccitazione emotiva raggiunge quote elevate, le mogli – in base a questa differenza di genere nella risposta allo stress coniugale - tenderebbero a “farsi carico” involontariamente anche della quota di attivazione disturbante dei propri mariti con un ulteriore effetto stressante che si manifesta soprattutto nel lungo termine..”.

(tratto da: APA Monitor - Vol.32, No. 11 Dic. 2001)

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