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Chi ha buona memoria spaziale, ha anche un buon olfatto

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Le stesse regioni cerebrali sono coinvolte in entrambi i compiti.

 

olfatto

 

Le persone che hanno una buona memoria spaziale sono anche bravi ad identificare gli odori, spiega un nuovo studio pubblicato sul giornale Nature Communications.

Lo studio si focalizza su una teoria recente la quale ha ipotizzato che lo sviluppo del senso dell'olfatto abbia radici evolutive nella navigazione spaziale: ad esempio come la maggior parte degli animali si focalizzi sugli odori per la ricerca del cibo e per la fuga dai predatori. Il team di ricerca McGill, guidato da Véronique Bohbot del Dipartimento di Psichiatria McGill e dell'Istituto Universitario di Salute Mentale Douglas, ha ipotizzato che ci dovrebbe essere un forte collegamento tra la navigazione spaziale e l'olfatto.

I ricercatori sono stati bravi nel dimostrare, per la prima volta, che le stesse regioni cerebrali (l'ippocampo e la corteccia mediale orbitofrontale) sono coinvolte in queste due attività molto diverse all'apparenza. Loro hanno anche scoperto che la corteccia mediale orbitofrontale (mOFC), conosciuta per il suo coinvolgimento nell'olfatto, è anche coinvolta nella memoria spaziale. Per testare la correlazione tra la memoria spaziale e l'olfatto, a 57 partecipanti veniva chiesto di effettuare due compiti diversi relativi alla memoria spaziale.

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Nel primo, loro avevano 20 minuti per esplorare una città virtuale, passeggiare su ogni strada e passare dai punti di riferimento (negozi, palestre e scuole). Gli veniva chiesto poi di trovare la via diretta tra i punti di riferimento. I partecipanti, inoltre, eseguivano un compito di identificazione di 40 odori diversi, ad esempio tra la fragola e la cannella. I ricercatori usarono la risonanza magnetica strutturale (MRI) per osservare le regioni cerebrali conosciute per essere collegate all'olfatto ed alla memoria spaziale e trovarono che i partecipanti bravi in entrambi i compiti, tendevano ad avere l' ippocampo destro (area del cervello coinvolta nella memoria a lungo termine) e la corteccia mediale orbitofrontale (mOFC) più ampi durante l'esecuzione dei compiti.

Riguardo la corteccia mediale orbitofrontale (mOFC), noi sappiamo che ha un ruolo chiave nell'olfatto, ma non è mai stata associata alla navigazione spaziale. I ricercatori hanno poi confermato, attraverso un altro esperimento, il coinvolgimento della mOFC in questo compito grazie allo studio su nove persone con danni in quest'area cerebrale. Loro hanno scoperto che questi pazienti con danni nella corteccia mediale orbitofrontale (mOFC) mostrarono difficoltà sia in compiti di memoria spaziale sia nel compito di identificazione degli odori, mentre i pazienti con danni in altre regioni cerebrali non mostravano questi deficit.

"Noi non eravamo sicuri di trovare una correlazione tra le prestazioni delle persone nei due tipi di compiti e questo ci ha sorpreso" spiega Louisa Dahmani, che ha eseguito la ricerca durante il lavoro di dottorato al McGill ed attualmente è una PhD ad Harvard. Véronique Bohbot, l'autrice senior aggiunge :"Il fatto che entrambe le funzioni sembrino svolgersi nelle stesse regioni ci porta ad ipotizzare che si siano sviluppate contemporaneamente. Tutto quello che possiamo dire con sicureza è che noi conosciamo ora qualcosa in più sui sistemi cerebrali coinvolti nella navigazione spaziale e nell'olfatto."

 

 

Tratto da ScienceDaily

 

 

(Traduzione ed adattamento a cura del Dottor Claudio Manna)

 

 


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Tags: olfatto news di psicologia navigazione memoria spaziale

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