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Come fa il cervello umano a ricostruire i ricordi?

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Ricordare è un processo di ricostruzione ed ancora molto poco è conosciuto sul modo in cui si realizza la ricostruzione di un ricordo nel cervello umano.

Ricordi Memoria

In uno studio pubblicato sul giornale "Nature Communications", un team di scienziati dell'Università di Birmingham e dell'Università di Cardiff hanno utilizzato tecniche di decodifica del cervello per testare l'ipotesi che il flusso di informazioni di ricostruzione di un evento dalla memoria sia inverso.

Attraverso alcuni esperimenti, i ricercatori hanno trovato molte evidenze supportanti questa sequenza inversa: quando si recupera una informazione su un oggetto visivo, il cervello si focalizza prima sul significato principale e solo dopo richiama i dettagli più specifici; questo è in netto contrasto su come il cervello processi le immagini con cui entra a contatto per la prima volta. "Noi sappiamo che i nostri ricordi non sono le repliche precise di quello che abbiamo realmente vissuto. La memoria è un processo di ricostruzione, ci sono molti errori dettati dalla conoscenza personale e dalle visioni del mondo - a volte noi ricordiamo anche eventi che non sono mai accaduti.

Ma come siano ricostruiti i ricordi nel cervello, precisamente, passo per passo, non è ancora ben compreso attualmente." ha spiegato il capo autore, il Dr. Juan Linde-Domingo, ricercatore della Scuola di Psicologia e del Centro di Salute Mentale Umana all'Università di Birmingham. Durante lo studio, i partecipanti vedevano immagini di oggetti specifici e poi apprendevano l'associazione di ogni immagine con una parola specifica da ricordare, per esempio "spin" o "pull".

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Ai partecipanti in seguito veniva presentata la parola da ricordare e gli veniva chiesto di ricostruire l'immagine associata alla parola con più dettagli possibili. L'attività cerebrale veniva registrata durante il compito, da 128 elettrodi attaccati allo scalpo, dando la possibilità agli scienziati di osservare i cambiamenti negli schemi cerebrali con una precisione di millisecondi. Alla fine, il team di ricerca utilizzò un algoritmo a computer per decodificare il tipo di immagine che i partecipanti stavano ricordando nelle diverse parti del compito. "Siamo stati capaci di osservare quello che i partecipanti stavano ricordando ad un livello superiore: le informazioni astratte, oppure un animale o un oggetto inanimato, subito dopo l'ascolto della parola da ricordare." ha spiegato l'autrice senior dello studio Dr. Maria Wimber dell'Università di Birmingham.

"Solo in seguito al ricordo del significato principale associato, i partecipanti ricordavano i dettagli specifici, per esempio il colore dell'oggetto o dei contorni. Se il nostro cervello stabilisce una priorità nelle informazioni concettuali, questo influenza anche il modo in cui i nostri ricordi cambiano quando vengono ricordati più volte. Questo suggerisce che i ricordi diventeranno sempre più astratti e concettuali ad ogni recupero in memoria: questo cambiamento influirà quindi sulla trasposizione reale del ricordo. Sebbene i nostri ricordi sembrino apparire come immagini vivide nel nostro cervello, non sono delle semplici istantanee del passato, ma sono rappresentazioni ricostruite e solo parziali" ha concluso il Dr. Linde-Domingo.

 

 

Tratto da Sci-news

 

 

(Traduzione ed adattamento a cura del Dottor Claudio Manna)

 

 

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Tags: ricordi cervello memoria ricostruzione news di psicologia

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