Pubblicità

Consulenza gratuita online

consulenza psicologica

Le Newsletter gratuite

logo psiconline news
testata2bis

I Test Psicologici

test psicologici

Come funziona l'invidia (e perché in fondo è utile)

on . Postato in News di psicologia

Tutti la provano, nessuno la confessa. Perché è dolorosa per sé e pericolosa per gli altri. Ma è anche utile: ci avverte che abbiamo perso un confronto, dandoci la spinta a migliorare.

invidia.630x360L'invidia è un moto dell’anima tanto velenoso quanto inconfessabile: è la stretta che si prova quando si esce perdenti da un confronto sociale.

Si sperimenta quando un altro ha qualcosa che noi vorremmo: oggetti, posizione sociale, o qualità come la bellezza o il successo in amore.

È la sofferenza dovuta a un confronto perdente con qualcuno, in un campo che è importante per la persona.

Può essere un’emozione, cioè la “stretta” provata quando si viene a sapere che un altro ci ha superato, o diventare un sentimento duraturo: uno stato di malessere e inadeguatezza, con malevolenza verso la persona invidiata.

Lo sguardo maligno

Tutti la provano, per ciò che sta loro a cuore.

«Dai ragazzi, verso il compagno che prende voti migliori o è fidanzato, agli anziani: in una ricerca condotta nelle case di riposo vari ospiti hanno confessato di invidiare chi riceve più visite da figli e nipoti» spiegava Valentina D’Urso, già docente di psicologia generale all’Università di Padova e autrice di Psicologia della gelosia e dell’invidia.

Se tutti la provano, quasi nessuno la confessa. Si può ammettere di farsi prendere dall’ira, di crogiolarsi nella pigrizia o di soffrire per gelosia, ma di essere rosi dall’invidia no. «È l’emozione negativa più rifiutata. Perché ha in sé due elementi disonorevoli: l’ammissione di essere inferiore e il tentativo di danneggiare l’altro senza gareggiare a viso aperto ma in modo subdolo, considerato meschino» scriveva D’Urso sul suo libro.

L’invidia infatti spesso è caratterizzata dall’ostilità nascosta verso l’altro, dal desiderio di danneggiarlo – magari dietro le spalle con commenti denigratori – e di privarlo di ciò che lo rende... invidiabile.
Tradizionalmente si teme proprio lo sguardo malevolo dell’invidioso: non a caso la parola latina invidia, rimasta uguale, ha la stessa radice di videre, vedere. Dante, nella Divina Commedia, mette gli invidiosi in purgatorio, con le palpebre cucite da fil di ferro: così sono chiusi gli occhi che invidiarono e gioirono dalla vista dei mali altrui.

Anche un’altra caratteristica dell’invidia la rende difficile da ammettere, persino a se stessi. Si prova soprattutto per chi è simile, per le persone che si considerano paragonabili come condizioni di partenza.
Per una donna è bruciante il confronto con la conoscente bella e corteggiata, più che quello astratto e “sproporzionato” con una top model; si invidia il collega che è stato promosso, non il direttore generale.

fratelli o… coltelli?

Così bersaglio d’invidia spesso diventano persone che ci sono vicine e a cui vogliamo bene, come compagni di classe, colleghi, ma anche amici o fratelli: l’uguaglianza di opportunità rende doloroso l’essere inferiori rispetto ai successi di un fratello o una sorella, in un campo importante per sé.

 

Tratto da Focus - prosegui nella lettura dell'articolo

 


Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su
Vuoi conoscere ed acquistare i libri che parlano
di psicologia e psicoterapia?
Cercali su

logo psicologi italiani

 

logo psychostore


 

 

 

 

Tags: sofferenza sentimento anima invidia confronto sociale emozione malessere inadeguatezza malevolenza sguardo maligno gelosia ira pigrizia fratelli coltelli

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Le festività ti aiutano a stare meglio?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Ho paura di rimanere sola (14…

queenemy85, 33             Ho paura di rimanere sola. Ho paura di dire qualcosa perchè ho paura di sbagliare. ...

Pensieri fastidiosi (149511804…

Sara, 22              Buon pomeriggio! Mi chiamo sara e ho 22 anni vi scrivo per avere un parere esterno perche da ...

Minaccia di uccidersi ( 148516…

Actarus, 50         Buongiorno, ho 50 anni e sono sposato con una donna che mi ama da circa 20 anni, ed abbiamo due ragazze, una di 1...

Area Professionale

L'importanza del modello bio-p…

Nella gestione delle problematiche psicologiche e/o comportamentali, Il trattamento deve  ispirarsi al modello bio-psico-sociale e  affrontare tutti q...

Il perdono nella pratica clini…

Secondo recenti ricerche il perdono e la capacità di perdonare possono essere correlati alla propria struttura di personalità, al processo di matu...

L' odio come paura dell’altro …

Gli atti di odio sono tentativi di distrarre sè stessi da sentimenti come la solitudine, l'impotenza, l'ingiustizia, l'inadeguateza e la vergogna. L'odio...

Le parole della Psicologia

Narcoanalisi

Detta anche narcoterapia, è una tecnica diagnostica e terapeutica, utilizzata in psichiatria, che consiste nella somministrazione lenta e continua, per via endo...

Bigoressia

Il termine trova la sua etimologia nell'inglese "big = grande” e nel latino "orex=appetito”, ad indicare la "fame di grossezza” Per bigoressi...

Insonnia

L'insonnia è un disturbo caratterizzato dall'incapacità di prendere sonno, nonostante ce ne sia il reale bisogno fisiologico. Fa parte delle diss...

News Letters