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Cuore e depressione

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on . Postato in News di psicologia | Letto 472 volte

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Il legame tra depressione ed alterazioni patologiche della funzionalità cardiaca è oggi un dato acquisito, anche in seguito alle numerose ricerche condotte negli ultimi anni sull'argomento; nuovi studi ribadiscono questo collegamento e ne approfondiscono la natura in particolare per quanto riguarda l'insorgenza del disturbo depressivo in seguito all'attacco cardiaco. Ricercatori della Utah University (Usa) hanno presentato nei giorni scorsi presso la American Heart Association Scientific Session uno studio in cui si mostra che in oltre il 42% dei casi di infarto cardiaco si sviluppano disturbi depressivi di vario tipo ed intensità. Tale disturbo psichico avrebbe in seguito un peso considerevole nel determinare un ulteriore aggravamento delle condizioni di salute generali dei soggetti predisponendoli maggiormente al rischio di ricadute e intensificazioni delle patologie cardiache e quindi a nuove ospedalizzazioni.

La ricerca in questione è stata mirata per individuare le caratteristiche tipiche di pazienti con sofferenza cardiaca a rischio depressivo. Allo scopo sono stati utilizzati strumenti testistici quali alcuni inventari di personalità (tra cui il BDI - Beck Depression Inventory) che hanno inoltre permesso di ottenere una ampia gamma di punteggi corrispondenti alle diverse intensità delle forme depressive riscontrate nel campione sperimentale, composto da circa 180 soggetti tra uomini e donne.

I risultati della ricerca hanno mostrato che i soggetti più a rischio nel cadere in depressione in seguito a problemi di sofferenza cardiaca sono donne, che superano gli uomini in misura del 36% contro il 24%. Inoltre sono più frequentemente single o anche conviventi, ma non coniugate, ed appartenenti a fasce di reddito medio-basse. Lo studio ha inoltre evidenziato come molti di questi pazienti non vengano solitamente diagnosticati come depressi.

Questi risultati sono stati comparati con quelli ottenuti in una seconda recente ricerca statunitense sulle stesse tematiche (denominata "Mind-it", su un campione molto più esteso di oltre 1250 soggetti con patologia cardiaca postinfartuale) ed è stato confermato come la durata del disturbo depressivo possa perdurare in termini di malessere accentuato fino ad oltre un anno dall'accadimento dell'attacco cardiaco. In questo secondo studio è stato rilevato che il 27% circa dei soggetti sviluppi forme depressive durante l'ospedalizzazione seguente all'attacco cardiaco, il 10% entro i tre mesi seguenti ed un altro 10% tra i 6 mesi ed un anno successivi al ricovero. Si osserva inoltre che con l'intensificarsi del vissuto depressivo, la sintomatologia depressiva subisce un cambiamento qualitativo passando da sintomi prevalentemente somatici come stanchezza e riduzione della libido a sintomi inerenti maggiormente la sfera cognitivo-motivazionale e quella dell'umore.

(tratto da :" Depression After Heart Attack" - Ivanhoe Broadcast News - Nov.2001)

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