Pubblicità

Denominare le emozioni ne riduce l’intensità. Neuroscienza e psicoterapia

0
condivisioni

on . Postato in News di psicologia | Letto 429 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

Una recente ricerca dell’ UCLA apparsa su Psychological Science ha dimostrato sperimentalmente che esprimere le proprie emozioni, verbalizzandole, ne riduce l’impatto e l’intensità, soprattutto se si tratta di emozioni negative. Trenta persone, 18 donne e 12 uomini di età compresa fra i 18 e i 36 sono state reclutate dal UCLA's Ahmanson-Lovelace Brain Mapping Center. L’esperimento è consistito nel far visionare ai soggetti fotografie di volti che esprimevano emozioni.

Sotto ognuno di questi volti erano presenti o due parole come “arrabbiato” e “impaurito” ( e ai soggetti era richiesto di scegliere quale delle due emozioni era espressa dal volto osservato) o due nomi come “Harry” e “Sally” (e ai soggetti era richiesto di scegliere quale dei due nomi si appaiava meglio rispetto al genere maschio-femmina del volto osservato). Una risonanza magnetica funzionale ha seguito il “lavorio” del cervello dei soggetti nello svolgere il compito rilevando che: nella situazione di denominazione delle emozioni effettuata attribuendo le parole “arrabbiato” o “impaurito” ai rispettivi volti, l’amigdala si attivava in misura inferiore rispetto alla situazione di attribuzione del nome proprio. Inoltre solo nel primo caso si attivava un’altra area del cervello: la corteccia prefrontale vetrolaterale destra.

Tratto da "Psicocafe.blogosfere.it"- prosegui nella lettura dell'articolo

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Su Psiconline trovo più interessanti...

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Morte del padre senza emozioni…

 bianca, 54 anni     Buongiorno Dottori, da qualche settimana è morto mio padre di 81 anni dopo una breve malattia. Non ho mai avuto un b...

Il mio fidanzato mi umilia [1…

Ragazza991, 19 anni         Buonasera,   sono fidanzata da due anni, e ormai è da un anno o poco più che ogni volta che gl...

Aiuto [1610926691822]

Brigida, 38 anni     Buonasera, sono una mamma disperata. Vi scrivo per un consulto in merito a mia figlia Giulia di 9 anni. Da un annetto circ...

Area Professionale

Il modello Kübler-Ross: le cin…

Nel 1969, Elizabeth Kübler-Ross, lavorando con pazienti terminali, ha ideato un modello in cui venivano presentate le cinque fasi del dolore: diniego, rabbia, c...

Sistema Tessera Sanitaria - No…

ultimi aggiornamenti sull' utilizzo della Tessera Sanitaria per psicologi.   Uno fra tutti è il cambio del termine per la comunicazione online delle sp...

Protocollo CNOP-MIUR, Bandi e …

Brevi considerazioni sul Protocollo CNOP-MIUR per il supporto psicologico nelle istituzioni scolastiche e sue implicazioni/intersezioni con il Codice Deontologi...

Le parole della Psicologia

Ansia da separazione

La causa alla base di questa esperienza nel successivo sviluppo di un disturbo mentale non ha più significato senza l’interazione di altri fattori che contribui...

Frotteurismo

Il Frotteurismo è una parafilia consistente nell’impulso di toccare e strofinarsi contro persone non consenzienti, al fine di conseguire l’eccitazione e il piac...

Erotomania

In psichiatria è un tipo di disturbo delirante in cui il paziente ha la convinzione infondata e ossessiva che un'altra persona provi sentimenti amorosi nei suoi...

News Letters

0
condivisioni