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Depressione (12099)

on . Postato in News di psicologia | Letto 196 volte

Alessandro, 23 anni

Mi chiamo Alessandro, ho 23 anni e sono caduto, o almeno ho paura di cadere in una profonda depressione per via della fine di un rapporto, con una ragazza che ritenevo molto importante per me. Prima di metterci insieme, premetto, eravamo amici, facevamo tutto insieme, poi è arrivato l'amore, che a dire il vero da parte sua è durato molto poco, e la fine. Dopo la fine del rapporto abbiamo comunque sempre continuato a vederci e anche ad avere dei rapporti sessuali ogni tanto, perchè comunque sia l'attrazione non è mai finita. Lei però mi ha sempre trattato male, insultato, diciamo quando si innervosiva, e la cosa accadeva ed accade spesso, perchè è una ragazza molto orgogliosa e senza umiltà, molto ipocrita, ovvero dice o promette una cosa ma il secondo dopo ha cambiato già idea, quindi mi ha sempre confuso da morire, eppure io tornavo comunque sempre. La mia richiesta di aiuto psicologico è questa: da poco ha deciso che ci dobbiamo sentire meno
perchè comunque quando avrà una nuova relazione e non mi vorrà "tra i piedi".Già frequenta un altro, ed ecco che mi assale l'angoscia, e vi assicuro che mi provoca attacchi d'ansia, che vada a letto con questo qualcuno, che si farà toccare, e che farà cose che faceva con me, che proverà sensazioni che provava con me,e la cosa mi mette terrore, non riesco a non pensarci e ad accettarlo, perchè comunque fino a poco fa avevamo rapporti anche se non completi ed ogni volta si fermava dicendo
che non era giusto. Mi sento un senso di paura molto intenso dentro, come se senza sentirla o vederla mi sentissi perso, tutto intorno diventa nero, difficile, un senso di paura del futuro e di tutto ciò che mi circonda. Quando si fa sentire stranamente tutto torna normale, ma questa situazione di lasciarsi e prendersi va avanti da mesi, lei sta benissimo, è molto fragile come ragazza, ma essendo molto egoista ed avendo sofferto in passato,riesce a distrarsi e a vivere normalmente. Io no, vorrei staccare questo "cordone" che ci lega, o almeno che mi lega a lei, ma non ci riesco perchè mi tormenta un senso di colpa inconscio, addirittura se esco io con una mia ex, mi sento in colpa nei suoi confronti. Non ce la faccio più, vi prego come posso
liberarmi di questo incubo?perchè mi sento così solo anche se ho tanti amici, ma senza di lei, che credo sia diventata una fissazione patologica, ed inoltre che è sempre presuntuosa e mi tratta con freddezza, e quindi dovrei ignorare, non riesco a vivere serenamente, anche se liberandomene ritornerei a vivere.Può essere che avendo una madre molto severa e che lo è sempre stata, in lei ho rivisto qualcosa? non lo so ma vi assicuro che è una situazione di dipendenza insostenibile e dalla quale mi sento non uscire più.Vi ringrazio sin da ora e Vi invio i miei più cordiali saluti, Alessandro.


Caro Alessandro, certo la sua dipendenza nei confonti di questa ragazza è davvero grande. Perchè farsi trattare male, perchè stare ai giochi solo quando vuole lei? Queste sono delle domande che sicuramente hanno delle risposte dentro di lei. Il legame con sua madre potrebbe essere una di queste. Sicuramente dimenticare una storia alla quale ci sentivamo
legati non è semplice, mi chiedo quanto tempo è che vi siete lascaiti, certamente anche il tempo servirà ad alleviare le sue angosce. Il pensiero di allontanarsi da lei, di distrarsi è sicuramente un inizio. Probabilmente lei non ha digerito il fatto che lei si sia coinvolto sentimentalmente e che dopo poco la sua ragazza l'abbia lasciato. Forse ritornando con lei seppur in quei pochi momenti lei si sente che riprende nuovamente la situazione in mano. Potremmo azzardare che il suo possa, anche, essere un bisogno di sentirsi coinvolto ma con modalità non consuete, molti hanno bisogno di sentirsi sempre sul filo per potersi sentire legati a qualcuno, nonostante questo faccia molto soffrire. Cerchi per quanto riesce a staccarsi pian piano da questa
persona e a ricostruirsi una vita che vada al di là della vostra storia. Un saluto

 

( risponde la dott.ssa Anna Maria Casale )

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