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Depressione e soddisfazione della cura

on . Postato in News di psicologia | Letto 312 volte

Una ricerca condotta negli Stati Uniti e pubblicata nel numero di Febbraio 2003 dell'American Journal of Managed Care mostra come molti pazienti, diagnosticati come depressi, non si ritengano soddisfatti delle cure a cui sono sottoposti e non ne traggano beneficio in misura consistente.

Le persone diagnosticate per la prima volta come depresse vengono spesso trattate esclusivamente con farmaci antidepressivi anche quando vi è la possibilità di indirizzarli facilmente ed efficacemente verso un intervento di consulenza psicologica o di psicoterapia. E dopo tre mesi di trattamento molti di loro manifestano una bassa soddisfazione in relazione ai risultati delle terapie che stanno seguendo. Lo afferma il Dott. Leif Solberg della HealthPartners Research Foundation che, insieme ai suoi colleghi, ha condotto lo studio .

"I pazienti sembrano essere relativamente soddisfatti della cortesia e dell'attenzione che vengono loro rivolte ma vi sono ampi margini di miglioramento sia in relazione alla soluzione che alla scelta del tarttamento e anche per rendere più semplice per gli specialisti la possibilità di intervenire." dice il Dott. Solberg.

I ricercatori hanno esaminato 274 pazienti, per la maggior parte donne bianche, una settimana dopo il momento dell'effettuazione della diagnosi di depressione e circa tre mesi dopo chiedendo loro informazioni sulla visita ricevuta, sulle prescrizioni, sulle altre terapie eventualmente suggerite e sul loro stato di salute in generale. Venne poi effettuata una comparazione fra le risposte dei pazienti ed i referti medici riportati nelle loro cartelle cliniche.

Circa il 78% dei pazienti ricevette una prescrizione di farmaci antidepressivi ed il 94% eseguì la cura ma solo un terzo dei pazienti esaminati aveva contemporaneamente ricevuto informazioni e/o spiegazioni sulla loro malattia o altro materiale informativo.

Tutti i pazienti erano nelle condizioni di poter accedere, nelle strutture a cui si erano rivolti, a consulenze effettuate da specialisti di salute mentale senza necessità di prescrizione da parte del loro medico curante ma solo la metà delle persone riferirì di aver ricevuto indicazioni precise di rivolgersi ad uno specialista della salute mentale.

I ricercatori hanno trovato che solo alcuni pazienti ebbero molte visite di controllo con il loro curante ma la maggior parte dei partecipanti allo studio smise di prendere terapie duante i tre mesi successivi all'effettuazione della diagnosi. E benchè i risultati dei test a cui furono sottoposti incrementò lievemente durante i tre mesi di terapia "il loro livello di soddisfazione in relazione alla cura alla quale erano stati sottoposti rimase invariato" afferma il Dott. Solberg.

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