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Depressione giovanile: migliorare l'approccio

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La depressione giovanile è un fenomeno in crescita che necessita di un approccio efficace nelle strutture di base; questo approccio può essere migliorato da un adeguato programma di supporto. Un progetto sperimentato con successo alla David Geffen School of Medicine della University of Californiadi Los Angeles è descritto sulle pagine del Journal of American Medical Association.

Le formi più gravi di depressione giovanile interessano, secondo le stime, dal 15 al 20 per cento dei soggetti colpiti; la depressione giovanile, se non trattata, può portare al suicidio (ed è in questo senso la principale causa di morte fra i giovani fra i 15 e i 24 anni) o può sfociare in altre forme di disagio giovanile. Grande importanza riveste la capacità, per le strutture e i medici di base che per primi avvicinano il ragazzo, saper riconoscere e affrontare questo disagio. Gli approcci che si sono dimostrati più risolutivi sono la terapia cognitivo-comportamentale e alcune forme di terapia farmacologica. Le strutture di base hanno il potenziale per migliorare il loro approccio in modo da ottimizzare l’efficacia degli interventi; l’obiettivo dev’essere quello di orientare il giovane ai servizi specifici che possano essergli di sostegno e guidarlo verso una scelta personalizzata della terapia.


Tratto da Yahoo! Salute - prosegui nell'articolo

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