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Dimmi come lavori e ti dirò se (e come) ti “esaurirai”

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on . Postato in News di psicologia | Letto 269 volte

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Pur di non andare a lavorare si farebbero carte false. Perché le ore in ufficio lasciano stremati e senza forze, di cattivo umore, regalando un malessere che proprio non passa. Si sente così chi è in pieno “burnout” da lavoro: un termine inglese che indica il sovraffaticamento ma fa capire bene quanto ci si possa sentire “bruciati” ed esauriti quando arriviamo a detestare il lavoro, che volenti o nolenti occupa la maggiora parte delle nostre vite.

 

 

Ora un'indagine dello spagnolo Aragon Institute of Health Sciences dimostra che esistono tre diversi tipi di “burnout”, riconoscibilissimi facendo attenzione a come ci comportiamo sul lavoro e considerando altri semplici parametri.
Secondo i dati, raccolti su circa 400 impiegati dell'università di Saragozza e pubblicati sulla rivista BMC Psychiatry, è infatti possibile capire a che tipo di sovraffaticamento andremo incontro valutando elementi sociodemografici e della nostra vita lavorativa. I “profili” di sindrome da burnout sono tre: i frenetici, i “consumati”, i sottoutilizzati.

 

 

Tratto da: "corriere.it" - Prosegui nella lettura dell'articolo

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