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Disagio psichico. Progetto pilota per i malati

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on . Postato in News di psicologia | Letto 298 volte

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Chi soffre di disagi psichici rischia l’isolamento sociale: è importante creare legami interpersonali, esterni all’area della cura, che ricordino il più possibile quelli autentici, spontanei della vita. Per questo, l'iniziativa pilota del Centro psicosociale di Milano (zona 8) non punta su personale qualificato o associazioni di volontariato, bensì sui vicini di casa del paziente. FACILITATORI I "facilitatori" (così sono chiamati) seguono un corso di formazione, ma rimangono essenzialmente persone disponibili a normali rapporti "di buon vicinato". Il rapporto paziente, "facilitatore", centro psicosociale, sfocia in un contratto che può essere scisso in qualsiasi momento da una delle parti.

Al progetto concorrono psichiatri, assistenti sociali, infermieri, Comune di Milano, Ospedale di Niguarda, Dipartimento salute mentale. Il "facilitatore" riceve un compenso (secondo l'impegno e il programma concordato), non superiore a 150 euro al mese e sottoposto a verifica poco più che mensile. Il programma, su misura per ciascun paziente, può riguardare il sostegno della persona, l'utilizzo delle risorse della zona, la promozione di buoni rapporti e dell’uso più attento dei mezzi disponibili sul piano medico. L'obiettivo: la crescita, nel paziente, della consapevolezza e dell'esercizio dei diritti sociali.

Spiega Edoardo Re, responsabile polo psichiatrico zone 7 e 8: «In psichiatria la cura sociale è vera terapia. In Europa ci sono parecchie esperienze di "affido", che è parziale: qualche ora la settimana. I progetti del Centro in zona 8 sono ora 53: pazienti soli, con patologie piuttosto gravi».

Gabriela Lotto - tratto da https://www.corriere.it/edicola/salute.jsp

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