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Disturbi alimentari nel sonno

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Il disturbo alimentare notturno sonno-correlato (“Nocturnal Sleep-related Eating Disorder” secondo la terminologia scientifica di lingua anglosassone) è una condizione patologica ancora poco studiata dello stato di sonno che si associa ad una alterazione della condotta alimentare. La sindrome, conosciuta in seguito come “Night –Eating Syndrome”, fu diagnosticata per la prima volta nel 1955, ma ci sono stati pochi studi da allora sull’argomento. In questo disturbo, che richiama per certi versi quello ben più conosciuto delle condotte bulimiche, i soggetti si svegliano dal sonno per mangiare in maniera compulsiva grandi quantità di cibo, ma spesso in uno stato di coscienza alterato simile al sonnambulismo, per cui non si ha il ricordo di quanto accaduto al risveglio.

Si stima che circa l’1,5 % degli americani soffra di questo disturbo, che interessa prevalentemente individui con problemi di obesità e sovrappeso; circa il 10% dei soggetti che cercano aiuto nei centri di dimagramento per problemi di obesità, ed oltre il 25% di quanti richiedono interventi chirurgici per motivi di obesità presentano questo disturbo.

Permangono però ancora dei dubbi nell’ambiente scientifico e medico sul modo in cui inquadrare clinicamente questa condizione, cioè se privilegiare l’aspetto della alterazione della condotta alimentare o quello relativo alla sfera del sonno. Alcune ipotesi collegano la sindrome da alimentazione notturna ad altre alterazioni specifiche del sonno, dovute per es. ad irrequietezza notturna (conosciuta anche come “sindrome di irrequietezza delle gambe”) oppure a fenomeni di apnea nel sonno, che determinerebbero i risvegli parziali dei soggetti con conseguente focalizzazione della tensione interna sull’assunzione di cibo in maniera compulsiva ma scarsamente cosciente.

Tratto da:” Night-Eating Syndrome: Much More Than Midnight Snacks” - HealthScout – Jul.02

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