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Ecco il robot che reagisce alle emozioni

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on . Postato in News di psicologia | Letto 801 volte

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La distinzione tra l'uomo e la macchina si riduce drasticamente. Ora c'è un robot, «nato» all'Università Vanderbilt di Nashville, nel Tennessee, che si è dimostrato capace di reagire alle emozioni manifestate dall'uomo. Cioè capisce, ad esempio, se siamo annoiati, felici o in preda all'ira. Sono numerosi gli atteggiamenti del corpo e le espressioni del viso che manifestano i nostri stati d'animo e di conseguenza sono diversi i messaggi che trasmettiamo nelle varie condizioni. «Così abbiamo studiato le espressioni, codificandole e facendole interpretare, attraverso i sensori, dai programmi che gestiscono il robot» dice Nilanjan Sarkar, il "padre" del nuovo nato nel mondo della robotica.

Per focalizzarsi meglio sugli aspetti psicologici Sarkar si è fatto aiutare da Craig Smith, docente di psicologia nella stessa università. La strada non è stata facile per ottenere un risultato accettabile. I due specialisti hanno monitorato per mesi un folto gruppo di studenti volontari registrando le mille reazioni dei soggetti. Tra queste anche l'aumento del battito cardiaco, la variazione di aspetti biologici, i movimenti dei muscoli facciali oppure l'aumento del sudore sulle mani.

Per catturare poi gli elementi maggiormente associati allo stress e all'ansietà alcuni volontari sono stati costretti a giocare con dei video games. Alla fine tutti i dati ricavati dall'indagine sono stati tradotti in algoritmi utilizzabili dal computer.

Infine il robot (per il momento senza nome) era pronto a dimostrare le sue capacità. E la prova consisteva nel vedere se egli si avvicinava al ricercatore se questo esprimeva tristezza. L'esame è stato superato. Ed ora l'Università di Vanderbilt ha stilato un contratto con la Nasa per far crescere il suo umanoide in modo da renderlo più bravo e più sensibile al fine di poterlo impiegare sulla stazione spaziale in orbita attorno alla Terra per aiutare e star vicino agli astronauti.

Giovanni Caprara (tratto da Corriere Scienze - www.corriere.it)

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