Pubblicità

Consulenza gratuita online

consulenza psicologica

Le Newsletter gratuite

logo psiconline news
testata2bis

I Test Psicologici

test psicologici

Effetto placebo delle bevande energetiche

on . Postato in News di psicologia

Secondo un nuovo studio, eseguito presso la Sorbonne University di Parigi e pubblicato sul Journal of Consumer Psychology, vedere l’etichetta di una bevanda energetica influenza profondamente il modo in cui i giovani si percepiscono ubriachi mentre bevono cocktail o altre bevande alcoliche.

bevande energeticheLe bevande energetiche pubblicizzate in televisione vengono tipicamente proposte come bevande collegate a comportamenti a rischio e alla mancanza di inibizione.

Dallo studio è emerso che questa tattica di marketing abbia un effetto placebo piuttosto forte sulle persone. Quando, infatti, i giovani partecipanti alla ricerca venivano informati del fatto che nel loro cocktail di vodka era stata mischiata una bevanda energetica, essi riferivano di sentirsi maggiormente brilli, audaci e sicuri di sé dal punto di vista sessuale.

Coloro che erano convinti che le bevande energetiche potenziassero l’effetto dell’alcool mostravano sintomi da ubriacatura particolarmente intensi.

La ricerca ha coinvolto 154 giovani ragazzi, ai quali è stato spiegato che avrebbero dovuto bere o un cocktail contenente energy drink o un cocktail di vocka oppure un succo di frutta.

Sebbene tutte e tre le tipologie di bevande avessero gli stessi ingredienti, presentavano etichette differenti, quali: Red Bull & vodka, cocktail di vodka o cocktail di succo di frutta.

L’effetto della sola etichetta sull’auto-valutazione che i partecipanti facevano rispetto al percepirsi o meno ubriachi, era notevole. I risultati, infatti, hanno mostrato che coloro che credevano di bere un cocktail di alcool ed energy drink, riferivano di sentirsi abbastanza ubriachi e disinibiti e riferivano effetti ancora maggiori se erano convinti che la miscela di alcool e bevanda energizzante aumentasse l’effetto dell’alcool.

L’aver letto sull’etichetta che la bevanda conteneva sia vodka che Red Bull ha condotto i partecipanti a percepirsi maggiormente ubriachi (51% in più) rispetto a coloro che, leggendo l’etichetta, credevano di bere solo vodka o il succo di frutta. Inoltre, è stato registrato un aumento dell’autostima rispetto alle proprie capacità relazionali, una maggiore disinibizione nell’approcciarsi ad una donna ed anche un aumento della volontà di rischiare nel gioco d’azzardo. Tutti questi effetti, ancora una volta, erano ancora più evidenti in quei partecipanti che erano convinti del fatto che le bevande energizzanti aumentassero gli effetti dell’alcool e che l’essere ubriachi conducesse ad una riduzione dell’inibizione.

Pubblicità

Sul versante positivo, l'etichetta con su scritto “Red Bull & vodka” ha portato i partecipanti ad aspettare più tempo (circa 14 minuti in più rispetto a coloro che avevano bevuto i cocktail con le altre etichette), prima di mettersi alla guida di un’auto e questo a causa della percezione di essere brilli.

Yann Cornil, l’autore principale di questo studio, ha dichiarato che, diversamente da ciò che si può pensare ascoltando lo slogan usato nella pubblicità della Red Bull (“Red Bull ti mette le ali”), lo studio da lui condotto ha dimostrato come questo tipo di pubblicità induca a credere che gli energy drink abbiano proprietà inebrianti quando invece non le hanno.

Ciò che conduce a percepire un effetto potenziato dell’alcool non è l’energy drink ma l’effetto di una strategia di marketing, chiamata “Effetto placebo di marketing”. Grazie a questo tipo di strategia, i pubblicitari riescono a influenzare le aspettative e il comportamento dei consumatori, attraverso un determinato marchio.

I risultati di questo studio, dunque, hanno messo in evidenza l’esistenza di un effetto causale fra la percezione di essere ubriachi, dovuta alla falsa convinzione che una bevanda energetica potenzi l’effetto dell’alcool, e i comportamenti reali guidati da questo tipo di aspettativa, piuttosto che da ciò che è veramente contenuto in un cocktail. Non a caso, nonostante tutti i partecipanti alla ricerca avessero bevuto la stessa bevanda, la convinzione di bere un cocktail piuttosto che un altro ha avuto un impatto significativo sul loro comportamento.

Chandon, coautore di questo studio, ha affermato che le credenze che le persone hanno su un determinato prodotto possono essere altrettanto importanti quanto gli ingredienti dello stesso.

Da questo studio è emersa la necessità che i regolamenti e i codici di condotta diano importanza non solo agli effetti fisiologici dei vari prodotti, ma anche a quelli psicologici.

Secondo gli autori, in questa prospettiva, risulta fondamentale che i responsabili politici e i gruppi a tutela dei consumatori riesaminino il modo in cui le bevande energizzanti vengono pubblicizzate ed etichettate.

 

Tratto da PsychCentral

 

(A cura della Dottoressa Claudia Olivieri)

 

Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su

logo psicologi italiani
Vuoi conoscere ed acquistare i libri che parlano
di psicologia e psicoterapia?
Cercali su

logo psychostore

 

 

Tags: psychoactive drink placebo effect

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Cosa ne pensi dello Psicologo a scuola?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Sfogo... (1504940202677)

andrea, 30       Individuo probabilmente schizofrenico... all'età di tre anni la madre, esasperata dal rapporto con il padre cerca di soff...

blocchi mentali (1505330248387…

PASHINO, 42       Sono in terapia da quattro anni, ho avuto una vita molto difficile e di solitudine con genitori ciechi e una sorella anch...

DEPERSONALIZZAZIONE? (15044611…

Emanuele, 20       Salve, dopo un lungo periodo lavorativo all' estero in cui ho vissuto isolato dal mondo in un ranch in Australia (terra...

Area Professionale

Psicologo a scuola senza conse…

In merito ai fatti avvenuti ad Arezzo, coinvolgente la figura professionale dello psicologo e la cui presenza in aula a scopi valutativi senza consenso da parte...

Il Jobs Act Autonomi 2017: nov…

Il Jobs Act autonomi 2017, contenuto all'interno della precedente Legge di Stabilità del 2016, è in vigore dal 14 giugno 2017. Il disegno di legge prevede 21 ar...

Linee guida per le prestazioni…

LINEE GUIDA PER LE PRESTAZIONI PSICOLOGICHE VIA INTERNET E A DISTANZA Realizzate dalla Commissione ATTI TIPICI del CNOP le nuove linee guida per le prestazio...

Le parole della Psicologia

Ecolalia

L'ecolalia è un disturbo del linguaggio che consiste nel ripetere involontariamente, come un'eco, parole o frasi pronunciate da altre persone Si osserva, come ...

Il pregiudizio

Similare alla connotazione più negativa di uno stereotipo, in psicologia un pregiudizio (dal latino prae, "prima" e iudicium, "giudizio") è un'opi...

Abreazione

Il termine fu coniato da Freud e Breuer nel 1895 per designare il meccanismo inconscio, secondo il quale un individuo si libera dall’affetto connesso ad un even...

News Letters