Pubblicità

Effetto placebo: la suggestione è nel cervello

0
condivisioni

on . Postato in News di psicologia | Letto 556 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

Perché quando prendiamo una medicina siamo sicuri che ci farà bene? E perché a volte sentiamo beneficio dopo una terapia consigliata, anche se non si tratta di un farmaco ma solo di acqua fresca? Suggestioni della mente oppure reazione del corpo? Quando si parla di placebo, cioè di quelle sostanze che inducono un beneficio in chi le assume pur non essendo dei farmaci, il dubbio è lecito: come può una sostanza che non possiede alcuna proprietà terapeutica far passare dolori e ansia?

Dall’Università del Michigan arriva la conferma che l’effetto placebo non è una leggeda metropolitana. Esiste e risiede nel cervello, nella zona del nucleo accombente (Nac) posta nella sua parte più profonda che è già coinvolta in meccanismi come riconoscimento e ricompensa. Il team di ricercatori statunitense, che ha pubblicato i dati sull’ultimo numero della rivista Neuron, ha monitorato le reazioni innescate nel cervello di un gruppo di volontari che si è sottoposto all’esperimento: dopo aver somministrato un qualsiasi placebo spacciato per un antidolorifico, ai pazienti è stata fatta un’iniezione lievemente dolorosa che però non ha suscitato, nella maggior parte del gruppo, delle reazioni di vero dolore.

Tratto da "Voceditalia.it" - prosegui nella lettura dell'articolo

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Cosa fare di fronte alla crisi?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Il mio fidanzato mi umilia [1…

Ragazza991, 19 anni         Buonasera,   sono fidanzata da due anni, e ormai è da un anno o poco più che ogni volta che gl...

Aiuto [1610926691822]

Brigida, 38 anni     Buonasera, sono una mamma disperata. Vi scrivo per un consulto in merito a mia figlia Giulia di 9 anni. Da un annetto circ...

Due mondi diversi [16092338958…

  Morfea23, 21 anni     Da circa 4 mesi sto con un ragazzo totalmente  opposto al mondo in cui da sempre vivo, per situazione famili...

Area Professionale

Il modello Kübler-Ross: le cin…

Nel 1969, Elizabeth Kübler-Ross, lavorando con pazienti terminali, ha ideato un modello in cui venivano presentate le cinque fasi del dolore: diniego, rabbia, c...

Sistema Tessera Sanitaria - No…

ultimi aggiornamenti sull' utilizzo della Tessera Sanitaria per psicologi.   Uno fra tutti è il cambio del termine per la comunicazione online delle sp...

Protocollo CNOP-MIUR, Bandi e …

Brevi considerazioni sul Protocollo CNOP-MIUR per il supporto psicologico nelle istituzioni scolastiche e sue implicazioni/intersezioni con il Codice Deontologi...

Le parole della Psicologia

Anancasmo

Con i termine “anancasmo”, dal greco ἀναγκασμός ossia "costrizione, violenza", ci si riferisce al sintomo delle nevrosi ossessive o compulsive, consistente nell...

Stress

Il termine stress, tradotto dall’inglese, significa "pressione" (o “sollecitazione"), ed è stato introdotto per la prima volta da Hans Seyle nel 1936 per indica...

Dejà vu - Dejà vecu

Da due secoli, il fenomeno del "déjà-vu" affascina il mondo della scienza ed è stato oggetto di numerose interpretazioni, dalle più strampalate, che gli attribu...

News Letters

0
condivisioni