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Gamers' brains no different than yours or mine

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on . Postato in News di psicologia | Letto 252 volte

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Video games, which reveal disconnects between a set of young television addicts and their elders, could bridge a generation gap. While Mortal Combat , Grand Theft Auto , or Halo may be foreign to aging generations, a new study out of Washington University in St. Louis and the University of Toronto suggests that video games like these promote a kind of mental "expertise" that could prove to be useful in the non-virtual world - potentially in rehabilitation and for the elderly. Alan Castel, Ph.D., Washington University post doctorate fellow in psychology in Arts & Sciences, conducted a study to examine how video games can lead to a degree of expertise in certain domains, and how that might influence video game players' visual search patterns.

Castel's research compares twenty college-aged, expert video game players, those who log more than ten — and upwards of 20 — hours of game time per week, to non-players, to determine how video game specialization influences human visual attention capacity and our environmental stimuli search patterns.

Castel found, in short, that gamers showed a 20% reduction in response times as opposed to non-gamers, averaging reactions 100 milliseconds speedier than non-players'.

Normal visual search habits reflect our impatience — rather than wait, we anticipate. If we have recently attended to a location, after a delay we are sometimes slower to revisit this location. Castel relates the slower reaction times after long delays between cues to a common kitchen conundrum: "If you're searching the kitchen for a knife that you misplaced, you might look in one location," he explained. "If it's not there, you'll close the drawer, and look in other locations before you actually search that drawer again."

tratto da Washington University in St. Louis - prosegui nella lettura dell'articolo

 

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