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Gli adolescenti, in fatto di droghe, preferiscono parlare con la madre

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Quando affrontano in modo serio e ragionato i problemi legati all'uso ed abuso di sostanze, gli adolescenti americani sembrano credere che le madri ne sappiano di più e quindi preferiscono parlarne con loro. Lo rivela uno studio condotto da Michelle A. Miller-Day, professore di Scienza della Comunicazione al Penn State's College of Liberal Arts. "Il 70% degli adolescenti sentiti nello studio che abbiamo realizzato riferisce che trova molto più utile e proficuo parlare con la propria madre di problemi importanti per la propria vita. Il restante 30% si divide fra il padre (12%), i nonni (7.4%), i compagni di classe (7.4%) ed infine gli altri parenti prossimi (3%)." afferma chi ha realizzato lo studio. "E questa tendenza non sembra essere minimamente influenzata dalle differenze di razza o di costume."

Lo studio, dal titolo "Parent-Adolescent Communication about Alcohol, Tobacco and Other Drug Use" è apparso recentemente sul Journal of Adolescent Research. Sono stati intervistati 67 adolescenti fra gli 11 e i 17 anni, sia afro-americani che bianchi. A loro è stato sommministarto un questionario con domande relative all'uso e alla conoscenza di alcool, tabacco ed altre droghe (ATOD), alla capacità di parlarne in famiglia ed alla possibilità che nei 2 anni precedenti fosse stato loro offerta la possibilità di utilizzare droghe proibite seguita da un loro rifiuto.

"Dei 67 adolescenti intervistati, 29 hanno riferito di aver parlato con i loro familiari di problemi relativi all'uso e all'abuso di alcool, tabacco ed altre droghe. Un numero identico ha invece riferito di averne parlato solo con amici e compagni di scuola. IL risultato del mio studio suggerisce che gli adolescenti che parlano di questi argomenti con la loro famiglia sono poi significativamente capaci di estendere le loro informazioni ai loro compagni, all'interno di un rapporto fra pari" afferma Miller-Days.

"Partendo dal presupposto che gli adolescenti preferiscono parlare di argomenti importanti così come di droghe e dei rischi ad esse collegati in particolare con le loro madri, queste ultime risultano essere il target logico per i programmi di prevenzione e di educazione sanitaria", aggiunge la Professoressa. " A questo è poi necessario aggiungere che gli adolescenti sono fortemente influenzati dallo stile di vita delle loro famiglie e quindi risulta molto più utile realizzare interventi inseriti all'interno della normale routine di vita familiare piuttosto che "riunioni di discussione sulle droghe" una volta ogni tanto, così come suggerito dai piani di intervento attuali".

tratto da EurekAlert - 27.1.2003

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