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Gli scienziati hanno trovato una proteina cerebrale che aiuta la guarigione dall'influenza

on . Postato in News di psicologia | Letto 237 volte

Gli studiosi della Washington State University Spokane hanno trovato una proteina che aumenta il potere curativo del sonno e rende più veloce la guarigione di un animale dall’influenza.
La ricerca del professore James M. Krueger ha determinato che una specifica proteina del cervello è coinvolta nelle risposte di sonno, innescate dal virus dell’influenza nel topo. Senza questa proteina, gli animali sviluppano sintomi più gravi dell’infezione ed hanno più probabilità di morire, rispetto ai topi normali o ai controlli. Lo studioso ha aggiunto che una tale scoperta potrebbe portare a trattamenti alternativi per l’influenza ed altri disturbi infettivi, forse usando degli spray intranasali per stimolare la produzione della suddetta proteina cerebrale, chiamata AcPb.
La ricerca precedente indica che il sonno è necessario per un sistema immunitario sano e gioca un ruolo critico nella risposta del corpo alle infezioni batteriche e virali. Krueger ha dimostrato che questa guarigione coinvolge l’AcPb ed una sostanza chimica di segnalazione del sistema immunitario, chiamata interleuchina-1. L’AcPb si collega all’interleuchina-1 per aiutare a regolare il sonno negli animali sani e spinge anche gli animali malati a dormire di più durante una malattia. Nello studio, infatti, i topi, ai quali mancava il gene per l’AcPb, dormivano di meno dopo essere stati infettati dal virus dell’influenza, diventavano freddi, perdevano i propri ritmi circadiani e, alla fine, morivano, con un’incidenza maggiore rispetto ai topi che dormivano di più.

Influenza H1N1
Per lo studio, Krueger ed i suoi colleghi hanno fornito una dose intranasale del virus dell’influenza H1N1, adattato al topo, sia ai topi “normali” che a quelli che non avevano il gene per AcPb. Quando infettato, i primi mostrarono la tipica risposta di sonno prolungato, mentre i topi che non avevano l’AcPb dormivano meno. Loro svilupparono, così, anche sintomi più gravi della malattia e morirono con una percentuale più alta.

Una prospettiva neurologica.
“L’influenza è un disturbo del polmone”, ha detto Krueger, “e le morti probabilmente derivano dalla comparsa di fluido nei polmoni. Ma ora noi sappiamo anche che, senza la molecola AcPb nel cervello, il virus è più pericoloso. Perché il cervello dovrebbe regolare un disturbo del polmone?”.
“Sapevamo già che il virus si replica nei polmoni”, ha detto, “ma abbiamo scoperto che esso raggiunge anche parti del cervello, causando una reazione infiammatoria, che coinvolge l’interleuchina-1 e l’AcPb. Questa reazione induce la risposta di sonno maggiore, la quale aiuta il corpo a superare un’infezione”.
“Questo risultato espande la nostra conoscenza del percorso molecolare coinvolto nella guarigione dall’influenza”, ha aggiunto Krueger.

Nuovi trattamenti possibili dell’influenza
Speculando sui nuovi possibili trattamenti per l’influenza, Krueger ha spiegato che il complesso di segnalazione interleuchina-1 – AcPb è collegato ad una molecola diversa nel sistema immunitario, chiamata ormone che rilascia l’ormone della crescita o somatotropina (GHRH) ed al suo recettore (GHRHR).
Il ricercatore ha precisato che era già stato dimostrato che il GHRH “ha un ruolo critico nella risposta di sonno, che aiuta a guarire, indotta dal virus dell’influenza, quindi questo può offrire un altro approccio clinico potenziale per trattare l’influenza ed altri disturbi microbici”.
Krueger ha aggiunto, inoltre, che, anche se il GHRH non è stato ancora usato per trattare i disturbi infettivi, altri studiosi lo stanno sperimentando come possibile aiuto per memoria e sonno. Uno studio del 2012 di Laura Baker, una ricercatrice della memoria all’università di Washington & VA Puget Sound Health Care System a Seattle, ha mostrato che iniezioni quotidiane di GHRH aumentavano l’abilità mentale delle persone anziane con o senza deterioramento cognitivo lieve e gli studiosi tedeschi svilupparono, nel 2009, uno spray intranasale, che usa l’interleuchina-6, la quale aiuterebbe il cervello a conservare le memorie emozionale e procedurale durante il sonno REM.

 

Tratto da: psypost.org

 

(Traduzione e riassunto a cura della dottoressa Alice Fusella)

 

 

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