Pubblicità

Gli scienziati hanno trovato una proteina cerebrale che aiuta la guarigione dall'influenza

0
condivisioni

on . Postato in News di psicologia | Letto 540 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

Gli studiosi della Washington State University Spokane hanno trovato una proteina che aumenta il potere curativo del sonno e rende più veloce la guarigione di un animale dall’influenza.
La ricerca del professore James M. Krueger ha determinato che una specifica proteina del cervello è coinvolta nelle risposte di sonno, innescate dal virus dell’influenza nel topo. Senza questa proteina, gli animali sviluppano sintomi più gravi dell’infezione ed hanno più probabilità di morire, rispetto ai topi normali o ai controlli. Lo studioso ha aggiunto che una tale scoperta potrebbe portare a trattamenti alternativi per l’influenza ed altri disturbi infettivi, forse usando degli spray intranasali per stimolare la produzione della suddetta proteina cerebrale, chiamata AcPb.
La ricerca precedente indica che il sonno è necessario per un sistema immunitario sano e gioca un ruolo critico nella risposta del corpo alle infezioni batteriche e virali. Krueger ha dimostrato che questa guarigione coinvolge l’AcPb ed una sostanza chimica di segnalazione del sistema immunitario, chiamata interleuchina-1. L’AcPb si collega all’interleuchina-1 per aiutare a regolare il sonno negli animali sani e spinge anche gli animali malati a dormire di più durante una malattia. Nello studio, infatti, i topi, ai quali mancava il gene per l’AcPb, dormivano di meno dopo essere stati infettati dal virus dell’influenza, diventavano freddi, perdevano i propri ritmi circadiani e, alla fine, morivano, con un’incidenza maggiore rispetto ai topi che dormivano di più.

Influenza H1N1
Per lo studio, Krueger ed i suoi colleghi hanno fornito una dose intranasale del virus dell’influenza H1N1, adattato al topo, sia ai topi “normali” che a quelli che non avevano il gene per AcPb. Quando infettato, i primi mostrarono la tipica risposta di sonno prolungato, mentre i topi che non avevano l’AcPb dormivano meno. Loro svilupparono, così, anche sintomi più gravi della malattia e morirono con una percentuale più alta.

Una prospettiva neurologica.
“L’influenza è un disturbo del polmone”, ha detto Krueger, “e le morti probabilmente derivano dalla comparsa di fluido nei polmoni. Ma ora noi sappiamo anche che, senza la molecola AcPb nel cervello, il virus è più pericoloso. Perché il cervello dovrebbe regolare un disturbo del polmone?”.
“Sapevamo già che il virus si replica nei polmoni”, ha detto, “ma abbiamo scoperto che esso raggiunge anche parti del cervello, causando una reazione infiammatoria, che coinvolge l’interleuchina-1 e l’AcPb. Questa reazione induce la risposta di sonno maggiore, la quale aiuta il corpo a superare un’infezione”.
“Questo risultato espande la nostra conoscenza del percorso molecolare coinvolto nella guarigione dall’influenza”, ha aggiunto Krueger.

Nuovi trattamenti possibili dell’influenza
Speculando sui nuovi possibili trattamenti per l’influenza, Krueger ha spiegato che il complesso di segnalazione interleuchina-1 – AcPb è collegato ad una molecola diversa nel sistema immunitario, chiamata ormone che rilascia l’ormone della crescita o somatotropina (GHRH) ed al suo recettore (GHRHR).
Il ricercatore ha precisato che era già stato dimostrato che il GHRH “ha un ruolo critico nella risposta di sonno, che aiuta a guarire, indotta dal virus dell’influenza, quindi questo può offrire un altro approccio clinico potenziale per trattare l’influenza ed altri disturbi microbici”.
Krueger ha aggiunto, inoltre, che, anche se il GHRH non è stato ancora usato per trattare i disturbi infettivi, altri studiosi lo stanno sperimentando come possibile aiuto per memoria e sonno. Uno studio del 2012 di Laura Baker, una ricercatrice della memoria all’università di Washington & VA Puget Sound Health Care System a Seattle, ha mostrato che iniezioni quotidiane di GHRH aumentavano l’abilità mentale delle persone anziane con o senza deterioramento cognitivo lieve e gli studiosi tedeschi svilupparono, nel 2009, uno spray intranasale, che usa l’interleuchina-6, la quale aiuterebbe il cervello a conservare le memorie emozionale e procedurale durante il sonno REM.

 

Tratto da: psypost.org

 

(Traduzione e riassunto a cura della dottoressa Alice Fusella)

 

 


Scrivi articoli di psicologia e psicoterapia e ti piacerebbe vederli pubblicati su Psiconline?
per sapere come fare, Clicca qui subito!

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta che lavora nella tua città o nella tua regione? Cercalo subito su logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia Logo PSIConline formazione

 

 

 

 

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Dopo tanto il nuovo Psiconline è arrivato. Cosa ne pensi?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Difficolta' a dimenticare [159…

Alidra82, 38 anni Gentili dottoriIl mio problema puo' sembrare molto banale, ma e' un problema che limita molto la mia vita e da cui non riesco a liberarmi...

Genitore inadeguato [15992344…

DEDDA, 47 anni   Buongiorno, mia figlia 15enne soffre di blocchi emotivi a scuola. Quando deve fare un'interrogazione si chiude in se stessa, terror...

Come imparare ad andare [1599…

mar, 29 anni Ho avuto una relazione di 5 anni finita per motivi banali, incomprensioni, caratteri opposti e contrastanti. La storia é finita quasi tre anni...

Area Professionale

Funzionamento cognitivo in sog…

Recenti ricerche suggeriscono che le persone che presentano esperienze psicotiche, ma nessuna diagnosi di malattia psicotica, presentano un'alterazione del funz...

Il "potere" nella re…

Nonostante si possa pensare che vi sia uno squilibrio di potere all'interno della relazione terapeutica, in realtà lo psicoterapeuta non esercita un maggiore po...

Disfunzioni sessuali dopo la s…

L'11 giugno 2019 l'European Medicines Agency (EMA) ha formalmente dichiarato di riconoscere la disfunzione sessuale post-SSRI (Post-SSRI Sexual Dysfunction, PSS...

Le parole della Psicologia

Noia

La noia è uno stato psicologico ed esistenziale di insoddisfazione, temporanea o duratura, nata dall'assenza di azione, dall'ozio o dall'essere impegnato in un...

Imago

Termine, introdotto da Jung, che designa il prototipo inconscio elaborato a partire dalle prime relazioni intersoggettive, reali o fantasmatiche, con cui il sog...

Dacrifilia

È una pratica sessuale, fa parte delle parafilie, e consiste nel provare piacere sessuale nel vedere un soggetto piangere.  L'attrazione sessuale scatur...

News Letters

0
condivisioni