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Identificato nel cervello il preparatore all'azione

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Studiando questo sistema sarebbe possibile predire le azioni.

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I neuroscienziati dalla Bangor University del Galles e dello University College di Londra (UCL) hanno, per la prima volta, identificato i processi del nostro cervello che, alcuni millisecondi prima di una serie di movimenti, risultano importanti per il linguaggio, la scrittura a mano, gli sport oppure il suonare uno strumento musicale.

I ricercatori hanno potuto fare ciò, grazie alla misurazione dei piccoli campi magnetici dei partecipanti e dall'identificazione dei pattern unici che compongono ogni sequenza prima della sua esecuzione. Tracciando l'attività cerebrale, i ricercatori hanno potuto distinguere tra i meccanismi neurali associati alle azioni ben eseguite o quelle con errori.

Queste nuove informazioni potranno guidare lo sviluppo di interventi di riabilitazione post-ictus o di miglioramento della vita di persone con balbuzie, disprassia e di altre condizioni simili. La ricerca, realizzata grazie ai fondi di "Wellcome Trust", è stata pubblicata sulla rivista "Neuron".

L'autrice capo, la Dr. Katja Kornysheva, della Bangor University's School of Psychology ha spiegato il significato delle sue scoperte: "Usando una tecnica non invasiva che misura l'attività cerebrale sulla base di millisecondi, siamo stati capaci di tracciare l'attività cerebrale preparatoria all'azione dei partecipanti.

Questa rivela che il cervello si prepara per le azioni complesse nell'arco di millisecondi prima che le diverse azioni vengano eseguite nel corretto ordine. Esaminando gli impulsi cerebrali, abbiamo potuto osservare che, quando i partecipanti producevano le sequenze in modo accurato e corretto, senza errori, ogni attività era distribuita ed organizzata in anticipo per poi essere eseguita correttamente.

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Comunque, quando c'erano degli errori, le sequenze di azioni erano visibilmente meno organizzate". Il Professore Neil Burgess dell'Institute of Cognitive Neuroscience di UCL e co-autore dello studio ha concluso: "Con nostro stupore abbiamo anche scoperto che lo schema preparatorio riflette principalmente un modello temporale (primo,secondo e cosi via), che viene riutilizzato per le sequenze di azioni - come i cassetti dei mobili nei quali mettiamo gli oggetti.

Questo è un modo, per il cervello, di essere efficiente e flessibile, organizzando un progetto per le sequenze nuove e rimanendo organizzato. Sfortunatamente, i disturbi del controllo delle sequenze motorie e di fluenza possono influenzare questa organizzazione cerebrale. La speranza è che questa ricerca possa guidare allo sviluppo di decodificatori che aiutino le persone con i vari disturbi, con un feed-back istantaneo all'azione.

Questo potrebbe aiutare ad allenare i loro cervelli nella creazione degli stati corretti di preparazione all'azione e non avere difficoltà di controllo di sequenze motorie e linguistiche. Noi speriamo, inoltre che questa ricerca possa portare allo sviluppo di interfacce cervello-computer che possano essere utilizzata per persone con "locked-in" o paralisi corporee", oppure semplicemente con balbuzie o disprassia.

 

 

Tratto da Sciencedaily

 

 

(Traduzione ed adattamento a cura del Dottor Claudio Manna)

 

 

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Tags: azione news di psicologia preparazione balbuzie locked in disprassia

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