Pubblicità

Il bambino piange? Le mamme con un'infanzia positiva rispondono meglio

0
condivisioni

on . Postato in News di psicologia | Letto 648 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

Lo studio è stato pubblicato su Child Development
Se è ormai noto - perché dimostrato da diversi studi - che le mamme che rispondono rapidamente al pianto dei propri pargoletti favoriscono - rispetto alle madri meno sensibili - un buon sviluppo emotivo dei bambini stessi, che crescono sentendosi compresi e sostenuti, una nuova ricerca ha messo in evidenza che a fare la differenza nella capacità di una donna di rispondere al pianto di un neonato è la positività delle esperienze legate alla propria infanzia: dallo studio pubblicato su Child Development è infatti emerso che le donne che hanno avuto esperienze positive - o che hanno completamente superato le difficoltà eventualmente incontrate - rispondono meglio, una volta diventate mamme, al pianto dei neonati.
"Rispondere al pianto dei bambini è un compito difficile ma importante - spiega Esther Leerkes della University of North Carolina, prima autrice dello studio realizzato in collaborazione con il Fuller Theological Seminary e con la Hebrew University of Jerusalem -. Alcune madri possono avere bisogno di aiuto per controllare la propria angoscia e riuscire a interpretare il pianto dei bambini come un tentativo di comunicare bisogni o disagio".


Tratto da www.salute24.ilsole24ore.com/Prosegui nella lettura dell'articolo

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Cosa ne pensi delle Tecniche di Rilassamento e della Meditazione?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Pensiero ossessivo (1624140870…

Fabio, 34 anni     Gentile Dottoressa/Dottore! Mi chiamo Fabio e 5 anni fà ho commesso un errore di tipo erotico.Ho cominciato a scambiare dei...

Problemi con marito [162342796…

Viola, 38 anni     Buongiorno, avrei bisogno di un consulto per dei problemi con mio marito.Mio marito è molto irascibile ma oltre a urlare no...

Ansia e paura nella guida [162…

Clarissa, 22 anni       Salve, vi scrivo perchè da un paio di mesi sto facendo le guide in autoscuola ma la sto vivendo un po' male...

Area Professionale

La trasmissione intergenerazio…

Modificazioni epigenetiche nei figli di sopravvissuti all’Olocausto I figli di persone traumatizzate hanno un rischio maggiore di sviluppare il disturbo post-t...

Il Protocollo CNOP-MIUR e gli …

di Catello Parmentola CNOP e MIUR hanno firmato nel 2020 un Protocollo d'intesa per il supporto psicologico nelle istituzioni scolastiche. Evento molto positiv...

Come gestire il transfert nega…

Per non soccombere alle proiezioni negative del transfert, lo psicoterapeuta deve conoscere con convinzione ciò che appartiene alla psiche del paziente e ciò ch...

Le parole della Psicologia

Ippocampo

Struttura sottocorticale sistuata all'interno di ciascun emisfero cerebrale, in corrispondenza della superficie mediale, dalla forma simile ad un cavalluccio ma...

Ailurofobia

La ailurofobia o elurofobia comp. di ailuro-, dal gr. áilouros ‘gatto’, e -fobia. è la paura irrazionale e persistente dei gatti. La persona che manifesta ques...

Pregoressia

È un disturbo alimentare, noto anche come mammoressia, legato all’ossessione di tornare subito in forma dopo il parto Non si tratta di un deficit contemplato n...

News Letters

0
condivisioni