Pubblicità

Il cervello si adatta ai comportamenti disonesti

0
condivisioni

on . Postato in News di psicologia | Letto 2415 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

La disonestà è una tentazione comune e dobbiamo continuamente decidere quanto vogliamo che il nostro comportamento sia morale. Ciò che guida, in parte, le nostre decisioni è la sensazione sgradevole che abbiamo quando ci comportiamo in maniera disonesta.

il cervello si adatta ai comportamenti disonesti

L'University College di Londra ha condotto uno studio per valutare quanto la possibilità di agire ripetutamente in maniera disonesta influenzi la nostra disponibilità a scegliere la disonestà piuttosto che l’onestà. L’idea di fondo è che si possa essere sempre più disonesti prima di arrivare al punto di sentirsi abbastanza male da fermarsi. Capire perché richiede il collegamento di due importanti elementi: il primo si riferisce al ruolo che l’attivazione emozionale gioca nelle decisioni; il secondo riguarda l’adattamento neurale, ossia il modo in cui il cervello si attiva quando i contesti si ripetono.

Alcuni dilemmi morali provocano reazioni emotive accompagnate da risposte corporee come l’aumento della frequenza cardiaca e la sudorazione, che riducono la nostra volontà ad agire in modo sconveniente. Per quanto riguarda l’adattamento neurale, il cervello diventa meno sensibile agli stimoli dopo l’esposizione ripetuta, in modo che la nostra attenzione non venga minata da elementi irrilevanti presenti nell’ambiente. Questo adattamento avviene anche nel caso delle risposte emozionali.

I ricercatori hanno ipotizzato che con la diminuzione delle risposte emotive a comportamenti disonesti a causa dell’adattamento, si verificherebbe l’aumento di comportamenti scorretti. Per verificare ciò, è stato condotto un esperimento in cui veniva chiesto ai partecipanti di inviare messaggi ad un'altra persona tramite un computer. In alcune fasi del compito, i partecipanti avevano ripetute opportunità di guadagnare denaro inviando messaggi disonesti.

Inoltre, utilizzando una fMRI, è stato possibile esaminare il cambiamento nei livelli di eccitazione emotiva quando si inviavano messaggi disonesti, attraverso il monitoraggio dell’amigdala, ovvero, l' area del cervello che risponde alle emozioni negative come la paura e la minaccia.

Inizialmente i partecipanti commettevano piccole trasgressioni accompagnate da forti risposte emotive; ma successivamente sembravano abituarsi alle reazioni negative, commettendo sempre più azioni disoneste.

Questo studio potrebbe suggerire una visione pessimistica dell’umanità, in cui si diventa progressivamente insensibili ai comportamenti disonesti. Ma questo non è l’unico modo di vedere i risultati: il messaggio positivo è che le emozioni giocano un ruolo cruciale nel contrastare la disonestà e, dunque, sarebbe possibile reintegrare delle forti risposte emotive in situazioni in cui vi è una forte tentazione alla disonestà, per scoraggiare questi comportamenti.

 

 

Tratto da: psypost                  

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Rubina Auricchio)

 

 


Scrivi articoli di psicologia e psicoterapia e ti piacerebbe vederli pubblicati su Psiconline?
per sapere come fare, Clicca qui subito!

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Stai cercando un pubblico specifico interessato alle tue iniziative nel campo della psicologia?
Sei nel posto giusto.
Attiva una campagna pubblicitaria su Psiconline
logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia Logo PSIConline formazione

 

 

 

 

 

Tags: eccitazione emotiva amigdala.

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Cosa ne pensi delle Tecniche di Rilassamento e della Meditazione?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Mio marito ha un disturbo? [16…

Francesca, 36 anni. Salve, ho un problema con mio marito. Lui ha 39 anni e siamo sposati da 12. Da 3 ha un'azienda tutta sua di idraulica, fa impianti, ec...

Vivo ogni giorno con sempre me…

  lola, 23 anni   Salve, sono una ragazza di 23 anni e soffro di molti dei settori sopra indicati..avrei davvero bisogno di sfogarmi con qualcun...

Come offrire aiuto ad una amic…

Soffice, 42 anni     Buongiorno, ho un’amica che soffre di dipendenza affettiva nei confronti del proprio compagno, da 20 anni. Abbiamo entra...

Area Professionale

Esame di Stato Psicologi 2021

In questo breve articolo ci soffermeremo sulla modalità di svolgimento dell'Esame di Stato (EDS) per la professione di Psicologo/a, ad un anno dall'esperienza p...

Il modello Kübler-Ross: le cin…

Nel 1969, Elizabeth Kübler-Ross, lavorando con pazienti terminali, ha ideato un modello in cui venivano presentate le cinque fasi del dolore: diniego, rabbia, c...

Sistema Tessera Sanitaria - No…

ultimi aggiornamenti sull' utilizzo della Tessera Sanitaria per psicologi.   Uno fra tutti è il cambio del termine per la comunicazione online delle sp...

Le parole della Psicologia

Sindrome da Alienazione Parent…

La Sindrome da Alienazione Parentale (PAS) è un disturbo che insorge quasi esclusivamente durante la fase di separazione o divorzio ed aumenta quando si verific...

Autismo

La sindrome fu identificata nel 1943 dallo Psichiatra inglese Leo Kanner, il quale notò che alcuni bambini presentavano un comportamento patologico che esulava ...

Sentimento

Il sentimento è quella risonanza affettiva, meno intensa della passione e più duratura dell’emozione, con cui il soggetto vive i suoi stati soggettivi e gli asp...

News Letters

0
condivisioni