Pubblicità

Consulenza gratuita online

consulenza psicologica

Le Newsletter gratuite

logo psiconline news
testata2bis

I Test Psicologici

test psicologici

Il cervello si adatta ai comportamenti disonesti

0
condivisioni

on . Postato in News di psicologia | Letto 1264 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

La disonestà è una tentazione comune e dobbiamo continuamente decidere quanto vogliamo che il nostro comportamento sia morale. Ciò che guida, in parte, le nostre decisioni è la sensazione sgradevole che abbiamo quando ci comportiamo in maniera disonesta.

il cervello si adatta ai comportamenti disonesti

L'University College di Londra ha condotto uno studio per valutare quanto la possibilità di agire ripetutamente in maniera disonesta influenzi la nostra disponibilità a scegliere la disonestà piuttosto che l’onestà. L’idea di fondo è che si possa essere sempre più disonesti prima di arrivare al punto di sentirsi abbastanza male da fermarsi. Capire perché richiede il collegamento di due importanti elementi: il primo si riferisce al ruolo che l’attivazione emozionale gioca nelle decisioni; il secondo riguarda l’adattamento neurale, ossia il modo in cui il cervello si attiva quando i contesti si ripetono.

Alcuni dilemmi morali provocano reazioni emotive accompagnate da risposte corporee come l’aumento della frequenza cardiaca e la sudorazione, che riducono la nostra volontà ad agire in modo sconveniente. Per quanto riguarda l’adattamento neurale, il cervello diventa meno sensibile agli stimoli dopo l’esposizione ripetuta, in modo che la nostra attenzione non venga minata da elementi irrilevanti presenti nell’ambiente. Questo adattamento avviene anche nel caso delle risposte emozionali.

I ricercatori hanno ipotizzato che con la diminuzione delle risposte emotive a comportamenti disonesti a causa dell’adattamento, si verificherebbe l’aumento di comportamenti scorretti. Per verificare ciò, è stato condotto un esperimento in cui veniva chiesto ai partecipanti di inviare messaggi ad un'altra persona tramite un computer. In alcune fasi del compito, i partecipanti avevano ripetute opportunità di guadagnare denaro inviando messaggi disonesti.

Inoltre, utilizzando una fMRI, è stato possibile esaminare il cambiamento nei livelli di eccitazione emotiva quando si inviavano messaggi disonesti, attraverso il monitoraggio dell’amigdala, ovvero, l' area del cervello che risponde alle emozioni negative come la paura e la minaccia.

Inizialmente i partecipanti commettevano piccole trasgressioni accompagnate da forti risposte emotive; ma successivamente sembravano abituarsi alle reazioni negative, commettendo sempre più azioni disoneste.

Questo studio potrebbe suggerire una visione pessimistica dell’umanità, in cui si diventa progressivamente insensibili ai comportamenti disonesti. Ma questo non è l’unico modo di vedere i risultati: il messaggio positivo è che le emozioni giocano un ruolo cruciale nel contrastare la disonestà e, dunque, sarebbe possibile reintegrare delle forti risposte emotive in situazioni in cui vi è una forte tentazione alla disonestà, per scoraggiare questi comportamenti.

 

 

Tratto da: psypost                  

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Rubina Auricchio)

 

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su

logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia
Logo PSIConline formazione

 

 

 

 

Tags: eccitazione emotiva amigdala.

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Come reagisci allo stress?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Mia moglie mi ha lasciato (153…

Emyls, 41     Salve, vi scrivo a seguito di questo tragico evento che sta per cambiare la vita della mia famiglia, mia dei miei figli. ...

Il mio ragazzo mi ha allontana…

Sara, 24     Salve Gentili Dottori, ho conosciuto pochi mesi fa un ragazzo e ci siamo messi insieme, per i primi due mesi è stato dolce, comprens...

Rapporto con la figlia (153578…

Gabriella, 62     Salve, avrei bisogno di un vostro parere riguardo il rapporto con mia figlia. Lei ha 36 anni è sposata felicemente senza figli ...

Area Professionale

Pazienti che provengono da pre…

Un breve articolo dedicato a psicologi e psicoterapeuti che si trovano a lavorare con pazienti che provengono da precedenti relazioni psicoterapeutiche e/o sono...

Psicologi e psicoterapeuti sem…

La popolazione dei paesi industrializzati si evolve costantemente e continua a diversificarsi ed è importante che psicologi e psicoterapeuti acquisiscano compet...

Arroccamento e rabbia di un ad…

Un caso clinico di un adolescente "arrabbiato", studiato attraverso il Test del Villaggio e illustrato dal Dottor Luca Bosco Oscar ha 14 anni e ha perso il pap...

Le parole della Psicologia

Temperamento

La psicologia definisce temperamento “L’insieme di disposizioni comportamentali presenti sin dalla nascita le cui caratteristiche definiscono le differenze indi...

Dejà vu - Dejà vecu

Da due secoli, il fenomeno del "déjà-vu" affascina il mondo della scienza ed è stato oggetto di numerose interpretazioni, dalle più strampalate, che gli attribu...

Anosognosia

Il termine, che deriva dal greco, significa letteralmente “mancanza di conoscenza sulla malattia”. Per la precisione, “nosos” significa malattia, “gnosis” sta p...

News Letters

0
condivisioni