Pubblicità

Il cervello si adatta ai comportamenti disonesti

0
condivisioni

on . Postato in News di psicologia | Letto 1778 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

La disonestà è una tentazione comune e dobbiamo continuamente decidere quanto vogliamo che il nostro comportamento sia morale. Ciò che guida, in parte, le nostre decisioni è la sensazione sgradevole che abbiamo quando ci comportiamo in maniera disonesta.

il cervello si adatta ai comportamenti disonesti

L'University College di Londra ha condotto uno studio per valutare quanto la possibilità di agire ripetutamente in maniera disonesta influenzi la nostra disponibilità a scegliere la disonestà piuttosto che l’onestà. L’idea di fondo è che si possa essere sempre più disonesti prima di arrivare al punto di sentirsi abbastanza male da fermarsi. Capire perché richiede il collegamento di due importanti elementi: il primo si riferisce al ruolo che l’attivazione emozionale gioca nelle decisioni; il secondo riguarda l’adattamento neurale, ossia il modo in cui il cervello si attiva quando i contesti si ripetono.

Alcuni dilemmi morali provocano reazioni emotive accompagnate da risposte corporee come l’aumento della frequenza cardiaca e la sudorazione, che riducono la nostra volontà ad agire in modo sconveniente. Per quanto riguarda l’adattamento neurale, il cervello diventa meno sensibile agli stimoli dopo l’esposizione ripetuta, in modo che la nostra attenzione non venga minata da elementi irrilevanti presenti nell’ambiente. Questo adattamento avviene anche nel caso delle risposte emozionali.

I ricercatori hanno ipotizzato che con la diminuzione delle risposte emotive a comportamenti disonesti a causa dell’adattamento, si verificherebbe l’aumento di comportamenti scorretti. Per verificare ciò, è stato condotto un esperimento in cui veniva chiesto ai partecipanti di inviare messaggi ad un'altra persona tramite un computer. In alcune fasi del compito, i partecipanti avevano ripetute opportunità di guadagnare denaro inviando messaggi disonesti.

Inoltre, utilizzando una fMRI, è stato possibile esaminare il cambiamento nei livelli di eccitazione emotiva quando si inviavano messaggi disonesti, attraverso il monitoraggio dell’amigdala, ovvero, l' area del cervello che risponde alle emozioni negative come la paura e la minaccia.

Inizialmente i partecipanti commettevano piccole trasgressioni accompagnate da forti risposte emotive; ma successivamente sembravano abituarsi alle reazioni negative, commettendo sempre più azioni disoneste.

Questo studio potrebbe suggerire una visione pessimistica dell’umanità, in cui si diventa progressivamente insensibili ai comportamenti disonesti. Ma questo non è l’unico modo di vedere i risultati: il messaggio positivo è che le emozioni giocano un ruolo cruciale nel contrastare la disonestà e, dunque, sarebbe possibile reintegrare delle forti risposte emotive in situazioni in cui vi è una forte tentazione alla disonestà, per scoraggiare questi comportamenti.

 

 

Tratto da: psypost                  

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Rubina Auricchio)

 

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta che lavora nella tua città o nella tua regione? Cercalo subito su logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia Logo PSIConline formazione

 

 

 

 

 

Tags: eccitazione emotiva amigdala.

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Cosa ne pensi dello Psicologo a scuola?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Indecisione e paura di essere …

Dusy, 31 Purtroppo penso che la mia storia sia arrivata al termine. sono 10 anni che sono fidanzata di cui 4 di convivenza e prima di questa una storia, di...

Non so più cosa voglio (156899…

Giusy, 33 Buongiorno, scrivo perchè negli ultimi mesi ci sono stati degli accadimenti che hanno stravolto un pò la mia vita. ...

Convinzione occhi storti (1568…

mirko, 31 Dottori perdonate il disturbo. Sono un ragazzo di 31 anni e sono quasi 5 anni che vorrei capire una cosa che mi sta facendo diventare letteralmen...

Area Professionale

Articolo 38 - il Codice Deonto…

Con il commento all'art.38 (decoro e dignità professionale) prosegue, su Psiconline.it, il lavoro a cura di Catello Parmentola e di Elena Leardini che settimana...

Articolo 37 - il Codice Deonto…

Prosegue su Psiconline.it, con il commento all'art.37 (competenze e limiti), il lavoro a cura di Catello Parmentola e di Elena Leardini che settimana dopo setti...

Attivo il Forum sul Test I.Co…

Attivato sul Forum di Psiconline uno spazio, esclusivamente riservato ai professionisti, dedicato alla conoscenza e al confronto sul Test del Confine del Sè (I...

Le parole della Psicologia

Cervelletto

Il cervelletto è una delle strutture più grandi del sistema nervoso, circa 1/3 dell'intero volume intracranico ed è presente in tutti i vertebrati. Anatomica...

Anoressia Nervosa

L'anoressia nervosa è un disturbo alimentare, caratterizzato da una consistente perdita di peso, disturbi dell'immagine corporea, timore di ingrassare e amenorr...

Claustrofobia

La claustrofobia (dal latino claustrum, luogo chiuso, e phobia, dal greco, paura) è la paura di luoghi chiusi e ristretti come camerini, ascensori, sotterranei...

News Letters

0
condivisioni