Pubblicità

Il trattamento placebo attiva il cervello nei pazienti malati di Parkinson (Laura Snider)

0
condivisioni

on . Postato in News di psicologia | Letto 359 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

Secondo un nuovo studio effettuato dai ricercatori dell’Università del Colorado Boulder e della Columbia University, l’attività d’apprendimento del cervello nei pazienti malati di Parkinson risponde meglio ad un trattamento placebo che ad uno reale.
Anche se le ricerche passate hanno dimostrato che la malattia di Parkinson è una realtà neurologica, i sistemi cerebrali coinvolti potrebbero essere influenzati anche dalle aspettative del paziente rispetto al trattamento.
Il nuovo studio, pubblicato sul giornale Nature Neuroscience, spiega come il trattamento placebo – ovvero quando i pazienti credono di aver ricevuto il farmaco, ma non è così – funziona nelle persone con Malattia di Parkinson, attivando le aree di ricaptazione della dopamina nel cervello.
“I risultati evidenziano il potere delle aspettative nel guidare i cambiamenti nel cervello”, ha detto Tor Wager, professore associato di Psicologia e Neuroscienze alla CU-Boulder e co-autore dello studio. “La ricerca mette in risalto importanti collegamenti tra Psicologia e Medicina”.
I pazienti malati di Parkinson hanno difficoltà con l’“apprendimento della ricompensa”, l’abilità del cervello di associare le azioni con le ricompense e di prendere decisioni motivate a perseguire risultati positivi. L’apprendimento della ricompensa è supportato dai neuroni che emettono la dopamina quando un’azione, come premere un bottone particolare, porta una ricompensa, come ricevere denaro.
L’apprendimento della ricompensa è compromesso nei pazienti con Malattia di Parkinson perché questo disturbo induce a morire i neuroni che rilasciano dopamina. I pazienti con questa malattia possono essere trattati con un farmaco che aumenta la dopamina nel cervello, l’L-dopa.
Per il nuovo studio, il gruppo di ricerca – che include anche i ricercatori della Columbia University Liane Schmidt, Erin Kendall Braun e Daphna Shohamy – hanno usato la Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI) per effettuare una scansione dei cervelli di 18 pazienti con il Parkinson, mentre giocavano ad un gioco al computer che misura l’apprendimento della ricompensa. Nel gioco, i partecipanti scoprivano attraverso prove ed errori quale tra due simboli conduceva con maggiore probabilità ad un risultato migliore, in questo caso una piccola ricompensa in denaro o semplicemente evitando di perderne.
I pazienti con Parkinson giocarono al gioco per tre volte: quando non prendevano alcun farmaco, quando assumevano il vero farmaco (dissolto nel succo d’arancia) e quando ingerivano un placebo, che consisteva nel bere il succo d’arancia che loro pensavano contenesse il loro farmaco. I ricercatori hanno scoperto che le aree cerebrali impegnate nella ricaptazione della dopamina associate all’apprendimento della ricompensa – lo striato e la corteccia prefrontale ventromediale- si attivavano in ugual misura sia quando i pazienti assumevano il farmaco reale che con il trattamento placebo.
“Questo risultato dimostra un collegamento tra dopamina, aspettativa ed apprendimento” disse Wager. “Riconoscendo che l’aspettativa e le emozioni positive contano può migliorare la qualità della vita dei pazienti con Parkinson e potrebbe fornire anche indizi su come i placebo potrebbero essere efficaci nel trattare altre tipologie di disturbi”.

 

 

Tratto da: www.colorado.edu

 

(Traduzione della dott.essa Alice Fusella)

 

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su

logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia
Logo PSIConline formazione

 

 

 

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Quanto sei soddisfatto del tuo lavoro?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Gelosia o invidia? (1551968137…

Flow, 24     Buongiorno, ho 24 anni e sono sposato. ...

Problemi con la biologia marin…

JIM87, 32     Buongiorno ho frequentato il corso di laurea magistrale di biologia marina all'Università di Padova e dopo vari problemi con un pro...

Relazione di coppia patologica…

Matilde, 39     Salve, da qualche anno convivo con un uomo che giunti al secondo anno si è trasformato. Inizialmente ero un po' più fredda io for...

Area Professionale

Articolo 8 - il Codice Deontol…

Prosegue con l'articolo 8, anche questa settimana, su Psiconline.it il lavoro di commento al Codice Deontologico degli Psicologi Italiani a cura di Catello Parm...

Articolo 7 - il Codice Deontol…

Proseguiamo su Psiconline.it, settimana dopo settimana, il lavoro di commento al Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, a cura di Catello Parmentola e di...

Elementi di Diritto per lo psi…

In questo articolo forniremo dettagliatamente alcuni elementi basilari di diritto per lo psicologo clinico che si trovi chiamato ad operare direttamente nel con...

Le parole della Psicologia

Lapsus

Il lapsus (in latino "caduta/scivolone") è un errore involontario consistente nel sostituire un suono o scrivere una lettera invece di un’altra, nella fusione d...

dipendenza da shopping

La sindrome da acquisto compulsivo è un disturbo del controllo degli impulsi che indica il bisogno incoercebile di fare compere, anche senza necessità, ed è anc...

Affetto

L'affetto (dal latino "adfectus", da "adficere", cioè "ad" e "facere", che significano "fare qualcosa per") è un sentimento di particolare intensità, che lega u...

News Letters

0
condivisioni