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Insomnia may precede and prolong major depression

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Two new studies show that insomnia, far from being a symptom or side effect of depression, may instead precede it, making some patients more likely to become and remain mentally ill. One paper was presented today at the 19th Annual Meeting of the Associated Professional Sleep Societies (APSS) in Denver, and the other will be published shortly in the Journal of Behavioral Sleep Medicine. In recent years, researchers established that insomnia and depression are linked, but struggled to determine which came first. Many experts believed that depression caused insomnia until new drugs arrived that improved depression, but not insomnia. The idea that insomnia could be a contributor to, or predictor of, depression gained credence.

The study presented today at APSS is the first to establish that insomnia prolongs bouts of sadness, hopelessness and loss of interest in life activities that characterize major depression, making patients less likely to recover. Specifically, the study found that depressed patients with insomnia were nearly 11 times more likely to still be depressed at six months than those sleeping well, and 17 times more likely to remain ill after a year. Data were drawn from Project IMPACT, a study in late-life depression that enrolled 1,801 men and women aged 65 years or older.

"The new findings are especially significant because they suggest that targeted treatment for insomnia will increase the likelihood and speed of recovery from depression," said Michael Perlis, Ph.D., director of the University of Rochester Sleep and Neurophysiology Research Laboratory (URSNRL), and an author the studies presented at APSS and published in the journal. Wilfred Pigeon, Ph.D., asst. director of the sleep lab, was lead author of the study presented today.

tratto da EurekAlert - prosegui nella lettura dell'articolo

 

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