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Internet e depressione

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PSICONLINE NEWS n. 74 (26.8.2001)

"Internet produce depressione e solitudine tra le persone.."..Con questa tesi, il dr.Robert Kraut , docente di psicologia alla Carnegie University di Pittsburgh, esordì circa tre anni fa puntando l'indice contro il mondo del web... Fino ad allora, Internet aveva goduto di una buona reputazione nel mondo scientifico come un ottimo strumento di comunicazione; questa reputazione è stata comunque adesso ripristinata stando alle ultime considerazioni dello stesso Kraut, secondo cui gli effetti negativi derivanti da Internet sembrano avere una durata solo temporanea.

Nel 1998 Kraut ed i suoi collaboratori posero l'accento su un apparente paradosso di Internet, per cui il nuovo strumento, nato per favorire la comunicazione tra le persone, in realtà le allontanava facendole vivere solo pseudorelazioni; Kraut scriveva infatti che le persone trascorrevano ore ed ore davanti ai monitor sottraendo tempo alle relazioni sociali autentiche faccia a faccia e sostituendole con quelle "virtuali".

Questa tesi, che ha messo in luce un possibile aspetto negativo nell'utilizzo della rete web, è stata subito accolta negli ambienti scientifici anche in seguito agli studi di altri psicologi, tra cui la dr.ssa Kimberley Young, che si è fatta conoscere per aver scritto nel 1998 un libro, divenuto presto best seller ("Caught in the Web") dove l'attenzione era posta soprattutto sui problemi di dipendenza da Internet.

Negli ultimi tempi tuttavia queste posizioni sono state oggetto di critiche e considerate perlopiù come estremizzazioni di aspetti pur potenzialmente presenti nella comunicazione via Internet. Anche la metodologia seguita da Kraut nelle sue ricerche è stata criticata in quanto basata soltanto su piccoli campioni di soggetti (un campione composto da circa 90 famiglie residenti nell'area urbana di Pittsburgh) già in qualche modo selezionati in base a certe caratteristiche (età, cultura, etc..) e senza rispettare il paradigma fondamentale della ricerca che prevede sempre il cosiddetto "gruppo di controllo"; i risultati sono stati quindi in seguito criticati e considerati da alcuni come statisticamente irrilevanti.

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I nuovi studi condotti recentemente da Kraut sugli effetti di Internet hanno cercato di superare le precedenti difficoltà metodologiche, ma ora le sue conclusioni delineano una posizione più morbida, meno critica rispetto alla comunicazione on line: intanto depressione e solitudine non rappresentano le conseguenze dirette dell'utilizzo del web, e ne vengono rilevati gli aspetti positivi sia nell'ambito strettamente relazionale che in quello lavorativo, ponendosi come ulteriore canale di contatto in aggiunta al telefono ed alla conversazione faccia a faccia. Inoltre le persone con difficoltà di contatto interpersonale possono costruire attraverso la rete legami che si consolidano nel tempo e divengono vere e proprie amicizie, anche se, ribadisce Kraut, i legami nati nel mondo virtuale sono solitamente più vulnerabili delle amicizie del mondo "reale". Alcuni degli effetti negativi ribaditi da questi nuovi studi sarebbero invece relativi alla possibilità, in seguito ad un ricorso eccessivo della navigazione in rete, di un minore interesse per la realtà locale in cui si vive quotidianamente.

 

(tratto da:"Researchers: Internet not depressing after all"- Deutsche Presse-Agentur (dpa) - August 19, 2001)

 

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