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L'apnea notturna potrebbe essere collegata all'Alzheimer

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Le persone che soffrono di apnea notturna potrebbero avere un accumulo di un marcatore biologico dell'Alzheimer, la proteina Tau, in un'area del cervello che è collegata con la memoria.

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Lo studio è stato presentato all'American Academy of Neurology's 71st Annual Meeting a Philadelphia.

L'apnea notturna è una condizione in cui frequentemente si verificano situazioni di interruzione del respiro durante il sonno, anche se l'apnea notturna potrebbe anche essere un evento singolo. La proteina Tau che forma dei grovigli, è un marcatore biologico nei cervelli delle persone con il morbo di Alzheimer.

"Una persona normalmente ha poco meno di cinque episodi di apnea all'ora durante il sonno. La ricerca recente ha collegato l'apnea notturna ad un aumento del rischio di insorgere demenza di Alzheimer, perciò il nostro studio ha pensato di investigare se nell'apnea notturna ci fosse un accumulo di proteina Tau nel cervello"

ha spiegato l'autore dello studio Diego Z. Carvalho, MD, della Mayo Clinic a Rochester, e membro della American Academy of Neurology. Lo studio ha coinvolto 288 persone di 65 anni o più che non avevano deficit cognitivi. Ai loro partner è stato chiesto se i partecipanti avessero disturbi di apnea notturna durante la notte.

I partecipanti effettuavano una Tomografia ad Emissione di Positroni (PET) per osservare gli accumuli di Tau nella corteccia entorinale, un'area del lobo temporale che è conosciuta accumulare la proteina Tau più di altre aree cerebrali. Questa area cerebrale è coinvolta nella memoria, nella navigazione nell'ambiente circostante e nella percezione del tempo.

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I ricercatori hanno scoperto che chi soffre di apnea notturna ha il 4,5% in più di livelli di Tau nella corteccia entorinale rispetto a chi non ha apnea. Sono stati controllati fattori che potevano influenzare i livelli di accumulo della Tau come l'età, il sesso, il livello di scolarità, fattori di rischio cardiovascolari ed altri disturbi del sonno.

I ricercatori identificarono 43 partecipanti, il 15% del gruppo di studio, i cui partner riferivano soffrissero di apnea notturna. "I risultati della nostra ricerca sottolineano come l'apnea notturna influenzi l'accumulo nella Tau. Ma è anche possibile che alti livelli di Tau potrebbero predisporre una persona all'apnea notturna."

"C'è bisogno quindi di uno studio longitudinale per risolvere questo problema." ha spiegato Carvalho. I limiti di questo studio includevano la numerosità del campione e che, per la sua natura preliminare, lo studio richiede una validazione da altre ricerche.

Comunque, una mancanza negli studi sul sonno di conferma della presenza e della severità dell'apnea notturna ed una mancanza di informazioni riguardanti i possibili trattamenti ricevuti dai partecipanti per l'apnea è un altro limite dello studio. Lo studio è stato supportato dal National Institutes of Health.

 

 

Tratto da Sciencedaily

 

 

(Traduzione ed adattamento a cura del Dottor Claudio Manna)

 

 


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