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La laurea non va più: si iscrive all'università solo il 29% dei 19enni

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on . Postato in News di psicologia | Letto 435 volte

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Nell'anno accademico 2010-2011 all'universita' si e' iscritto' meno di un diciannovenne su tre (29%). Negli ultimi otto anni le immatricolazioni sono diminuite del 15% e nel 2011 la meta' degli studenti (49%) e' risultata essere "stanziale", ha scelto, insomma, di studiare nella stessa provincia in cui ha ottenuto il diploma. Nel complesso, comunque, in Italia, fra il 2001 e il 2010 sono lievitate le lauree complessive passando da 172mila a 289mila. Un fenomeno che va colmando il gap di titoli delle generazioni precedenti.

È quanto illustra il rapporto di Almalaurea presentato oggi sul 'Profilo dei laureati italiani' che ha coinvolto 215.525 usciti dalle universita' nel 2011 (121.065 con laurea di primo livello, 62.482 con laurea specialistica/magistrale e 19.367 con laurea a ciclo unico) in uno dei 61 atenei aderenti da almeno un anno al consorzio AlmaLaurea.

Secondo l'indagine sono, aumentati anche i laureati 'poco motivati (dal 10 al 14%), ma rispetto all'universita' pre-riforma, nel 2011 e' cresciuta la quota di giovani che termina gli studi in tempo (39% contro 10%). È anche e' aumentata la frequenza alle lezioni, si e' estesa l'esperienza di stage e tirocini svolti durante gli studi, cosi' come le opportunita' di studio all'estero. La riforma, dunque, "non e' stata un fallimento. Piuttosto e inequivocabilmente, su diversi fronti essa ha fatto segnare significativi miglioramenti", osserva Almalaurea. Chi arriva alla laurea di primo livello proviene da classi sociali meno favorite, tende a studiare sotto casa, forse anche per effetto della moltiplicazione dei corsi universitari e raggiunge il traguardo a 24 anni.

E dopo la laurea? La maggior parte dei laureati triennali intende proseguire la formazione.

 

Tratto da: "dire.it" - Prosegui nella lettura dell'articolo

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