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La memoria è a sostituzione:per ogni ricordo tenuto uno si perde

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cervello kBrG U430703335851790aD 1224x916Corriere Web Sezioni 593x443Cosa ci permette di conservare un ricordo? Il fatto di dimenticarne un altro in concorrenza. Questa in sintesi la verità alla quale approdano i ricercatori britannici della Birmingham University e della divisione MRC Cognition and Brain Sciences di Cambridge che per la prima volta hanno isolato il cosiddetto meccanismo adattivo della memoria, pubblicando i risultati su Nature Neuroscience dopo aver immortalato questo delicato gioco d’equilibrio.

Teorie sul ricordo e sull’oblio

La memoria non è come l’hard disk di un computer, che immagazzina dati restituendoli intatti, né è un deposito passivo, ma un processo dinamico per cui alcune informazioni vengono subito eliminate, mentre altre restano archiviate a lungo e altre ancora si indeboliscono per poi riemergere con nuovo vigore o spegnersi. Riguardo all’oblio e alla memoria gli scienziati hanno sempre considerato due teorie prevalenti: una sostiene che i ricordi vecchi vengano oscurati da quelli nuovi che si sovrappongono, ma rimangono in qualche modo intatti, l’altra sostiene invece che alcuni ricordi non dominanti si indeboliscano gradualmente, fino a svanire. Inutile sottolineare che, a seconda della teoria accreditata, le cose cambino parecchio se si parla per esempio del trattamento dei ricordi traumatici o dell’attendibilità delle testimonianze. Questo ultimo esperimento convalida la seconda teoria, dimostrando praticamente come un ricordo concorrente venga mandato gradatamente in pensione a fronte della necessità di conservare un ricordo nuovo.

Tratto da Corriere.it - prosegui nella lettura dell'articolo

 

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