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La solitudine contro il cuore

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Cuore solitario, cuore infranto. Questa frase non è solo un modo di dire, ma alla luce di svariate ricerche che si conducono da anni sulla relazione tra emozioni e funzionalità cardiaca rappresenta un dato di fatto. Le persone sole o che soffrono di una condizione di solitudine presenterebbero quindi una vulnerabilità maggiore al rischio di disturbi cardiaci, a causa di più frequenti malfunzionamenti del sistema cardiovascolare, come riportato nei risultati di un recente studio condotto dall’Institute for Mind e Biology dell’Università di Chicago ed apparso nell’ultimo numero della rivista Psychosomatic Medicine. Lo studio ha coinvolto un campione di circa un centinaio di soggetti, maschi e femmine adulti, somministrando questionari per determinare le condizioni di vita di relazione e l’intensità dei vissuti di solitudine soggettivi; a queste rilevazioni veniva poi associata una misurazione delle condizioni della funzionalità cardiaca in generale. I risultati hanno mostrato effettivamente che i soggetti con relazioni sociali meno frequenti e vissuti più intensi di solitudine presentano alti livelli di quella che viene definita solitamente come”resistenza vascolare”, cioè quanto accade quando le arterie più piccole vanno incontro a processi di restringimento che rendono difficoltoso il normale flusso sanguigno e quindi determinano un aumento della pressione sanguigna. “Questi fattori incidono nel tempo creando le condizioni di rischio per varie patologie cardiache - aggiunge la dr.ssa Louise Hawkley, ricercatrice all’Università di Chicago, che ha collaborato alla ricerca – aumentando la probabilità di infarto e portando la pressione sanguigna a livelli troppo elevati”.

Tratto da:” Loneliness Can Be a Heartbreaker” - HealthScout - May 02

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