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L'ALIMENTAZIONE TRA RAZIONALITA' E SENSAZIONE DI FAME E SAZIETA'

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on . Postato in News di psicologia | Letto 373 volte

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Nella società odierna l’alimentazione, insieme all’attività fisica, rappresenta un cardine fondamentale dello stile di vita. Essa, purtroppo, non avviene in maniera razionale: ragazzi e adulti non hanno informazioni sufficientemente chiare e corrette su come ci si dovrebbe alimentare, e tendono per lo più a operare le proprie scelte a tavola su una base essenzialmente emotiva, cioè affidandosi semplicisticamente alla sensazione di piacere e alle preferenze personali di gusto.

L’obiettivo prioritario dell’alimentazione, invece, è quello di soddisfare i fabbisogni nutrizionali, garantendo così all’organismo la disponibilità di tutti i substrati di cui ha bisogno. Questo, tuttavia, non pregiudica la possibilità di una conciliazione tra necessità fisiologiche ed esigenze di natura edonistica: sarebbe sufficiente operare delle scelte ponderate sia nell’accostamento tra i vari alimenti sia nella moderazione delle quantità per raggiungere un equilibrio adeguato tra i due aspetti.

Per la stessa ragione bisognerebbe spiegare ai bambini che non ci sono cibi buoni o cattivi, e che è importante mangiare di tutto: carboidrati, lipidi, proteine, vitamine, sali minerali, oligoelementi, fibre e antiossidanti dovrebbero essere assunti regolarmente e nelle giuste proporzioni giornaliere. Un obiettivo facilmente raggiungibile con una dieta variata: l’esatto contrario della monotonia con cui tendono oggi ad alimentarsi i bambini, che non soltanto si cristallizzano sulle stesse abitudini, rischiando così di andare incontro a deficit di alcuni nutrienti, ma sono anche restii a provare e accettare sapori nuovi. L’alimentazione dovrebbe pertanto essere improntata a un criterio di ciclicità, esattamente come avviene per il ritmo sonno-veglia e per l’alternanza fame-sazietà. Ciclicità significa dunque alternanza di cibi diversi ma anche rispetto degli orari: un aspetto fondamentale per il bambino di oggi, spesso portato a saltare la prima colazione e ad alimentarsi in maniera irregolare nell’arco della giornata, con fuoripasto che condizionano l’appetito e la distribuzione dell’apporto calorico, che dovrebbe essere ripartito in un numero di pasti compreso tra 3 e 5.

Tratto da:Yahoo!Notizie, per ulteriori informazioni consulta l'articolo.

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