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L'AMORE IN BOLLA SULLA GIOSTRA DELLA VIOLENZA

on . Postato in News di psicologia | Letto 251 volte

«Riccardo mi ha legata a lui tanto più intensamente quanto più spesso è riuscito a sorprendermi, a farmi passare dalla gioia al dolore e soprattutto non mi ha mai pienamente appagata, non mi ha mai realmente riempita. Un po’ è come se mi rimanesse sempre un pezzo di desiderio che deve aspettare un altro giro di giostra». Carla ha 33 anni. Il suo amore malato l'ha porata sull'orlo del baratro. La psicoterapia l'ha aiutata. La vita le sorride di nuovo. Sono storie spezzate di cui parla "L'Amore ai tempi del Genoma", saggio scritto da Ludovico Verde e Stefano Iacone, in libreria con Edizioni Psiconline. Il 25 novembre è la Giornata mondiale per la violenza sulle donne. «La verità è che non riusciamo ad odiare fino in fondo chi si ama», continua Carla,  «mai del tutto, ne abbiamo bisogno, così gli attribuisco nuovamente sentimenti positivi e ritorna ad essere un dio».

SONO LE DONNE CHE AMANO TROPPO. La loro si chiama "dipendenza affettiva".  «Si tratta di una patologia di una coppia non di un singolo individuo», dicono Ludovico Verde e Stefano Iacone, «un patto scellerato tra due individui che ritengono la loro vita abbia un senso solo all’interno del loro folle amore abbia un senso la loro vita. L’incontro con l’altro ha il magico potere di sanare tutte le ferite interiori, da forza e ci si sente improvvisamente guariti da quel malessere che ci accompagna da tempo».

TRAGEDIA D'AMORE. «Il patto di questa coppia», continua Verde,«diventa tragico quando entrambi si convincono che in questo spazio siano al riparo dalle paure, dai dolori, dal male che il mondo ci può arrecare. Quindi dove c’è una donna che ama troppo, c’è anche un uomo convinto a suo modo che quella coppia sia qualcosa di unico che non è disposto in alcun modo a perdere. Questo è alla base di moltissimi atti violenti degli uomini».

IL CUORE CHE SCOPPIA. Alla base di tutte le patologie dell'amore c'è sempre la sopravalutazione del sentimento, l'idealizzazione romantica del desiderio. «Quindi si finisce nella pericolosa convinzione di poter basare un organismo estremamente complesso come la coppia su un sentimento effimero e passeggero come la passione , continua Stefano Iacone, «la coppia oggi è sbilanciata tutta sul versante affettivo a discapito di quello normativo e sociale. Levi-Strauss, antropologo, psicologo e filosofo francese, definiva il matrimonio come un "fatto sociale globale" e quindi non solo una questione privata tra due innamorati.Si creano così coppie con premesse totalizzanti, asfittiche, tormentate dalle forti passioni, che alla fine però devono fare i conti con la delusione, perché il partner verrà necessariamente meno alle promesse di immutabilità del sentimento e della cura».

L'AMORE IN BOLLA. «Quando parliamo di qualsiasi coppia, dobbiamo tenere presente che i due innamorati hanno dato origine ad un "noi": è un organismo datato di vita propria, plasmato da una mente bi-personale. Nella dipendenza affettiva la mente bi-personale ha il sopravvento su quella individuale, la schiaccia , la annulla. Le emozioni, i ricordi personali, anche quelli dolorosi, spariscono nel nulla. E’ uno dei principali motivi per i quali non si riesce a lasciare un pessimo partner violento e trascurante: quando sei all’interno della "bolla" non riesci a pensare a te stesso. Più che di catene parlerei quindi di un grande contenitore, una "bolla", appunto, che avvolge, protegge e allo stesso tempo soffoca i due amanti».

COME GUARIRE. Dalla dipendenza affettiva si può guarire e l'approccio alle neuroscienze può offrire nuovi strumenti. Ludovico verde conclude: «La psicoterapia è lo strumento principale. Sebbene il pensiero sistemico sia centrale nella nostra attività clinica, l’aspetto innovativo che più ci sta a cuore è l’utilizzo delle più recenti scoperte delle neuroscienze nella pratica terapeutica, come i neuroni specchio, meccanismo funzionale di imitazione e ripetizione, o la neuro-genesi ippocampale. E’ eccessivo parlare di psicoterapia "fondata" sulle neuroscienze, ma siamo convinti che le preziosissime conoscenze che provengono da questi studi saranno in futuro un vero spartiacque tra una psicoterapia efficace e tanta cialtroneria che purtroppo circola soprattutto in Tv».

Sipo Beverelli

 

 

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