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L'attività cognitiva contrasta l'Alzheimer

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La frequente partecipazione in attività che implicano una adeguata stimolazione cognitiva nel corso della vita può ridurre il rischio di patologie degenerative gravi, come la malattia di Alzheimer. Questo dicono i risultati di alcune ricerche longitudinali condotte su questa patologia da un gruppo di studiosi statunitensi, che hanno esaminato un vasto campione di soggetti per un periodo di circa 7anni, reperendo dati e studiando i protocolli sanitari relativi dal 1994 ad oggi. L’attenzione è stata orientata sulle attività svolte dai soggetti in esame e sulla frequenza con cui esse erano solitamente svolte, con particolare riferimento alle attività cognitive, distinte in semplici (per es. leggere quotidianamente il giornale) e più complesse (esercizi di memoria, studio, etc..).

I dati della ricerca hanno infatti mostrato che una frequente attivazione dei soggetti anziani in termini di mantenimento delle loro capacità cognitive su livelli sufficientemente adeguati, quindi per mezzo di una stimolazione quotidiana di tali funzioni neuropsicologiche, è associata ad una diminuzione del rischio di insorgenza di questa patologia.

La malattia di Alzheimer è una grave malattia degenerativa del cervello che si manifesta solitamente in età senile con alcuni sintomi tipici, primo tra i quali la drastica riduzione della capacità mestica e successivamente una progressiva alterazione di tutti gli altri centri neuro-funzionali a causa della distruzione del tessuto cerebrale e quindi delle cellule neuroniche, che conduce infine alla morte.

tratto da:” Cognitively Stimulating Activity May Reduce Risk of Alzheimer Disease” - FaxWatch Inc. – Feb.2002

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