Pubblicità

L'attività cognitiva contrasta l'Alzheimer

0
condivisioni

on . Postato in News di psicologia | Letto 712 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)
La frequente partecipazione in attività che implicano una adeguata stimolazione cognitiva nel corso della vita può ridurre il rischio di patologie degenerative gravi, come la malattia di Alzheimer. Questo dicono i risultati di alcune ricerche longitudinali condotte su questa patologia da un gruppo di studiosi statunitensi, che hanno esaminato un vasto campione di soggetti per un periodo di circa 7anni, reperendo dati e studiando i protocolli sanitari relativi dal 1994 ad oggi. L’attenzione è stata orientata sulle attività svolte dai soggetti in esame e sulla frequenza con cui esse erano solitamente svolte, con particolare riferimento alle attività cognitive, distinte in semplici (per es. leggere quotidianamente il giornale) e più complesse (esercizi di memoria, studio, etc..).

I dati della ricerca hanno infatti mostrato che una frequente attivazione dei soggetti anziani in termini di mantenimento delle loro capacità cognitive su livelli sufficientemente adeguati, quindi per mezzo di una stimolazione quotidiana di tali funzioni neuropsicologiche, è associata ad una diminuzione del rischio di insorgenza di questa patologia.

La malattia di Alzheimer è una grave malattia degenerativa del cervello che si manifesta solitamente in età senile con alcuni sintomi tipici, primo tra i quali la drastica riduzione della capacità mestica e successivamente una progressiva alterazione di tutti gli altri centri neuro-funzionali a causa della distruzione del tessuto cerebrale e quindi delle cellule neuroniche, che conduce infine alla morte.

tratto da:” Cognitively Stimulating Activity May Reduce Risk of Alzheimer Disease” - FaxWatch Inc. – Feb.2002

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Cosa ne pensi dello Psicologo a scuola?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Pensiero ossessivo (1624140870…

Fabio, 34 anni     Gentile Dottoressa/Dottore! Mi chiamo Fabio e 5 anni fà ho commesso un errore di tipo erotico.Ho cominciato a scambiare dei...

Problemi con marito [162342796…

Viola, 38 anni     Buongiorno, avrei bisogno di un consulto per dei problemi con mio marito.Mio marito è molto irascibile ma oltre a urlare no...

Ansia e paura nella guida [162…

Clarissa, 22 anni       Salve, vi scrivo perchè da un paio di mesi sto facendo le guide in autoscuola ma la sto vivendo un po' male...

Area Professionale

La trasmissione intergenerazio…

Modificazioni epigenetiche nei figli di sopravvissuti all’Olocausto I figli di persone traumatizzate hanno un rischio maggiore di sviluppare il disturbo post-t...

Il Protocollo CNOP-MIUR e gli …

di Catello Parmentola CNOP e MIUR hanno firmato nel 2020 un Protocollo d'intesa per il supporto psicologico nelle istituzioni scolastiche. Evento molto positiv...

Come gestire il transfert nega…

Per non soccombere alle proiezioni negative del transfert, lo psicoterapeuta deve conoscere con convinzione ciò che appartiene alla psiche del paziente e ciò ch...

Le parole della Psicologia

Oggetto

“Lo sviluppo delle relazioni oggettuali è un processo mediante il quale la dipendenza infantile dall’oggetto cede a poco a poco il passo ad una dipendenza matur...

Ailurofobia

La ailurofobia o elurofobia comp. di ailuro-, dal gr. áilouros ‘gatto’, e -fobia. è la paura irrazionale e persistente dei gatti. La persona che manifesta ques...

Eiaculazione precoce

Può essere definita come la difficoltà o incapacità da parte dell'uomo nell'esercitare il controllo volontario sull'eiaculazione. L’eiaculazione precoce consis...

News Letters

0
condivisioni