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Lavoro e suicidio in Giappone

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In una società caratterizzata da fenomeni quali quello del “karoshi”, che in giapponese corrisponde ad una “morte per motivi di lavoro”, il suicidio rappresenta la risposta patologica socialmente condizionata di un prolungato periodo di inattività lavorativa per difficoltà nell’inserimento nel mondo del lavoro o in seguito alla perdita del posto di lavoro, ma anche per problemi opposti di superlavoro e sfruttamento. Una serie di iniziative è stata messa in campo dalle autorità giapponesi in termini di prevenzione per contrastare gli effetti devastanti che la mancanza di impiego o il superlavoro, svolto a ritmi frenetici e senza adeguati tempi di recupero, producono sulla popolazione, in specie quella concentrata nei centri urbani più grandi. Una di queste iniziative è stata recentemente l’attivazione di una linea diretta di ascolto e consulenza per problemi di lavoro e difficoltà psicologiche ad esso collegate che nella sola prima settimana di avvio del servizio, a Dicembre, ha ricevuto oltre 3000 chiamate soprattutto da persone intorno ai quarant’anni, che rappresenta in Giappone la fascia di età più penalizzata dalla mancanza di lavoro e dagli effetti del superlavoro.

Sono state in seguito compilate statistiche da parte di gruppi di studio di professionisti per la prevenzione del suicidio, allo scopo di analizzare più approfonditamente i dati circa le varie problematiche che si determinano quando il posto di lavoro viene messo in crisi e le ripercussioni economiche di tale situazione, che si ripercuotono inevitabilmente al livello psicologico. A questi effetti vanno aggiunti anche gli aspetti sociali e famigliari negativi che si associano al vissuto della perdita del lavoro; in molti casi infatti si verificano gravi squilibri all’interno delle famiglie che spesso esitano in separazioni e divorzi dei coniugi, complicando gravemente da un punto di vista psicologico ed in termini soprattutto di rarefazione dei punti di riferimento il già difficile momento che la perdita di lavoro comporta.

Il numero di suicidi per motivi connessi a problemi di lavoro in Giappone ha superato dal 1998 ad oggi i 30.000 casi, come riporta un’indagine condotta dal Ministero della Salute e del Lavoro giapponese; negli ultimi tre anni, infatti, i problemi di natura finanziaria sono divenuti il principale fattore responsabile dei suicidi in Giappone.

Tratto da:” Unemployment in Japan increases suicide worries” - Efe – Mar.2002

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