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L'esempio dei compagni è contagioso per gli adolescenti

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on . Postato in News di psicologia | Letto 414 volte

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Un recente studio svolto negli Stati Uniti, fra gli adolescenti di scuole pubbliche nel Nevada, ha stabilito che il "cattivo esempio" è particolarmente importante nello stimolare l'uso e l'abuso di tabacco ed alcool. Harrington Cleveland ed suoi colleghi dell'Università di Las vegas (Nevada) hanno cercato di capire quanto la facilità di reperimento di determinate sostanze potesse rendere più immediato l'utilizzo delle stesse ed in particolare quanto l'influenza degli amici e dei compagni di scuola con i medesimi interessi potesse stimolare l'utilizzo di alcool e tabacco in coloro che non ne avevano mai fatto uso.

"In determinate situazioni" afferma il Dott. Cleveland "fra gli adolescenti che frequentano le scuole superiori e dove la condanna del fumo e dell'alcool è particolarmente forte, accade facilmente che vi sia la ricerca di un rapporto di amicizia e di auto sostegno fra coloro che fanno uso di queste sostanze, fino ad arrivare a formare veri e propri "gruppi" o Associazioni".

Partecipare a questi gruppi, afferma ancora Cleveland, può amplificare nei ragazzi una preesistente tendenza ed aumentare il rischio di utilizzo e di abuso di tabacco ed alcool. Dallo studio appare, infatti, che nelle scuole dove si formano questi gruppi e dove l'utilizzo di queste sostanze è più diffuso, vi è una possibilità 3 volte maggiore che i ragazzi siano indotti all'uso di alcool e tabacco rispetto alle scuole dove invece il numero di consumatori è ridotto.

Vi è anche una leggera differenza fra l'avvio all'uso di alcool e di tabacco con una prevalenza per la prima sostanza. Lo studio ha dimostrato, infatti, che l'esempio degli amici è più marcato ed efficace nell'indurre al consumamo di alcool piuttosto che di tabacco. L'ipotesi sottostante è che il fumo viene considerato socialmente più accettabile e quindi non è necessario "aggregarsi" per sentirsi spinti al consumo, così come invece accade per l'acool.

Perciò ambienti ad "alto consumo" di sostanze possono influire sull'inizio di utilizzo delle stesse ma non tanto quanto possono fare i gruppi di amici e il loro comportamento assunto come esempio. "Avere amici con i quali condividere le proprie scelte facilita la messa in atto delle stesse" affermano ancora Cleveland ed i suoi colleghi.

La conclusione dello studio, pubblicato sul numero di Gennaio/Febbraio di "Child Development", è che è necessario favorire la realizzazione di campagne di dissuasione dall'uso di alcool e tabacco, in particolare nelle scuole dove la ricettività all'esempio degli "amici" è più alta.

 

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